

Riceviamo e pubblichiamo:
Dalla lettura ed interpretazione delle decisioni in merito alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale del Lazio, emergono alcune questioni che meritano di essere valutate perché possono – meglio di altri interventi di varia complessità – spiegare il senso di una politica che non si rivolge verso la risoluzione dei problemi dei cittadini, ovvero adotta provvedimenti di carattere finanziario clientelare per conservare sacche di privilegio.
Caso emblematico è quello del Centro diabetologico di Viterbo che rischia la chiusura.
Chi potrà leggere la missiva che la Regione Lazio ha inviato ai vertici locali della Ausl a firma Dottor Casertano, Dottor Morlacco e Dottor Artico potrà rendersi conto di trovarsi di fronte una situazione paradossale.
Con la lettera della Regione venivano espresse delle perplessità sulla regolarità amministrativa e contabile del nuovo Centro diabetologico (quello che per inciso ha prodotto circa 600 interventi negli ultimi mesi – senza oneri per i contribuenti e per la Ausl viterbese - e a tutto svantaggio di un altro centro privato che costa al contribuente quasi 4 milioni di euro).
Nella lettera viene quindi richiesta la chiusura immediata del Centro (entro 7 giorni).
La chiusura che la lettera impone del Centro pubblico costringerebbe i tanti diabetici (oltre 16.000) a ricorrere al centro privato con un peggioramento oggettivo ed immediato delle condizioni e una maggiore spesa per i cittadini.
Le denuncie in merito presentate dalle associazioni di diabetici della Tuscia sono estremamente chiare a riguardo: non si comprende quindi quale sia il criterio né perché non si sia provveduto a riunire la parti per una razionalizzazione condivisa della situazione, a partire dalle esigenze dei pazienti.
Una Regione lontana dai bisogni delle persone e delle famiglie e fin troppo attenta alle esigenze dei privati nella sanità è una minaccia per tutti.
Per questo esprimiamo piena solidarietà alle famiglie dei diabetici ed alle associazioni, rimarcando il sostegno di SEL nei loro confronti in questa improbabile e triste vicenda.
Umberto Cinalli
Portavoce provinciale
Sinistra Ecologia Libertà