

VITERBO - "E' stata una giornata 'capata' nel mazzo". Con queste parole il coordinatore provinciale del "Popolo della Libertà" Giulio Marini ha dato il via all'incontro "Il dovere di governare", in cui tutto lo stato maggiore del Pdl locale ha dato il benvenuto al presidente del gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati, Fabrizio Cicchitto, al coordinatore regionale, Vincenzo Piso, ed al vice coordinatore regionale del partito, Alfredo Pallone.
Nel giorno in cui la crisi di governo è stata ufficializzata con le dimissioni dei finiani dalle loro cariche istituzionali, i rappresentanti del Pdl hanno espresso il loro netto "no" a qualsiai esecutivo tecnico ed hanno invocato, invece, le elezioni anticipate se il premier non ottenesse la fiducia in Parlamento.
Ad aprire le danze è stato il sindaco di Viterbo Marini, che ha ricordato come la sua attività politica sia iniziata 16 anni fa con Berlusconi e di come continui e continuerà al fianco del presidente del consiglio. "Oggi purtroppo stiamo celebrando un grande dispiacere con queste quattro dimissioni di cui non si riesce a capirne le motivazioni - ha commentato Marini - . Gli esponenti che ora si riconoscono in Fli hanno condiviso con noi una campagna elettorale, un programma ed un ellettorato a cui dovranno dare una spiegazione. Si stanno comportando come il centro sinistra due anni fa e la speranza che abbiamo è che ritornino sui loro passi. Se così non fosse l'unica strada possibile sarà quella delle elezioni, perché è meglio il voto piuttosto che andare avanti così. Una cosa però è certa: io non mi dimetterò".
"Non ho mai condiviso il comportamento dei finiani - ha aggiunto la senatrice Laura Allegrini - si sono presentati con un simbolo e devono rimanerci per rispetto degli elettori, se Fli vuole minare il bipolarismo, vuol dire che ha dato veramente fine al concetto di coerenza, perché quelli che dicono di essere di destra hanno totalmente cambiato le proprie idee. Mi auguro che continueranno a sostenere Berlusconi e se così non fosse si tornerà alle urne con estrema tranquillità, non prima di aver indetto una grande manifestazione con cui spiegare ciò che ha fatto il governo".
Un duro attacco è arrivato anche da Alfredo Pallone, che ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinché non ci sia alcun golpe con "ribaltoni politici" che non rispettino la volontà popolare, anche perché, come sostenuto da Mario Baccini: "Finché c'è Berlusconi è difficile che un centro possa nascere".
Una sonora bocciatura al comportamento degli esponenti di Futuro e Libertà, ovviamente, è arrivata anche da Cicchitto, secondo il quale le dimissioni hanno rappresentato un grave errore politico, perché sono andate contro il risultato scaturito dalle urne. Il voto anticipato, fermo restando le decisioni di Napolitano e dei due rami del Parlamento, rimane perciò l'unica soluzione accettabile.