ANNO 27 n° 267
Civita Castellana e Tarquinia dicono addio a 36 posti letto

Gli ospedale di Tarquinia e Civita Castellana perdono 36 posti letto. Questo è il primo effetto del piano sanitario di rientro sanitario, presentato questa mattina dal presidente della Regione Renata Polverini durante il consiglio straordinario.

“Lo avevamo detto che la creazione delle macroaree – dice Parroncini - era solo un trucco per far diminuire la media dei posti letto e avere quindi la mani libere per tagliare. Ma qui si è toccato il fondo: dagli ospedali di Tarquinia e Civita Castellana, oltre a ostetricia e neonatologia, sono spariti anche 36 posti letto”.

Con il decreto illustrato oggi i reparti saranno accorpati a Belcolle e all'ospedale di Civitavecchia, in questo modo si andrà a recidere laddove i parti sono inferiori a 500: A Civita Castellana sono 348 e a Tarquinia 450.

“Al di là dei danni e disagi che il provvedimento potrà produrre – continua Parroncini – non si riscontra neanche un filo di logica: il reparto di Tarquinia viene spostato a Civitavecchia, dove i parti sono addirittura inferiori. Qui l’unica logica è la devastazione del nostro territorio. Tutto grazie all’accorpamento della Asl di Viterbo con quella di Rieti, insieme a Roma E e Roma F”.

Durissimo il giudizio di Parroncini sul piano Polverini. “I provvedimenti sono sbagliati: non solo non riducono la spesa ma annientano l’offerta sanitaria. Le conseguenza sono devastanti: si blocca completamente il turn over, anche i concorsi già espletati, per recuperare una cifra irrisoria.

Emergenza, pronto soccorso, 118 saranno fortemente penalizzati. I precari rappresentano un costo che la Regione già sostiene, non certo aggiuntivo. Inoltre la razionalizzazione della rete ospedaliera e la chiusura di presidi come Montefiascone e Ronciglione è inutile e dannosa. Erano un filtro per Belcolle, ma qui ormai è tutto dettato dall’improvvisazione”.




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