

Riceviamo e pubblichiamo:
La situazione del Comune di Civitella d’Agliano, il cui Sindaco Roberto Mancini è dallo scorso ottobre coinvolto in inchieste che si riferiscono a “omissioni di carattere amministrativo e presunte tangenti” per aver consentito lo sfruttamento di una cava abusiva tentando di farla passare per una bonifica agraria, è ormai divenuta paradossale.
Nella seduta del Consiglio Comunale del 22.03.2010 è stata finalmente discussa (dopo richiesta di sollecito al Prefetto per la mancata convocazione del Consiglio nei 30 giorni regolamentari) l’interpellanza presentata il 29 gennaio dai consiglieri eletti nelle liste Sinistra Unita per Civitella e Verso un Futuro, con la quale si chiedeva:
• se l’Amministrazione Comunale avesse avuto notifica di eventuale decreto di citazione in giudizio e se, eventualmente, vi apparisse quale soggetto offeso o in altra veste;
• se l’Amministrazione intendesse costituirsi parte civile nel processo per eventuali danni ambientali ed economici derivanti dall’escavazione abusiva;
• le motivazioni poste a fondamento della decisione, fosse essa positiva o negativa.
In sintesi: il Comune è stato citato in giudizio come parte offesa; il Vicesindaco Dott. Patassini, pur non avendo visionato l’atto di citazione, comunica che l’Amministrazione, allo stato attuale, non intende costituirsi parte civile.
Sembra che gli interessi personali del Sindaco vengano anteposti agli interessi dell’intera collettività ed è certo che la situazione istituzionale e amministrativa, già di per sé ambigua, diventa ora insostenibile.
I consiglieri di minoranza interpellanti, dopo un momento di evidente sconcerto, hanno chiesto di acquisire copia della relativa documentazione per valutare quali azioni poter intraprendere, nello svolgimento della funzione di sindacato ispettivo che compete loro, a tutela della comunità e della democrazia.