ANNO 27 n° 264
Cna a Badini: "Qui non cambia mai nulla"

“Questo è un territorio dimenticato a tutti: nonostante le promesse e le alternanze politiche non è cambiato assolutamente niente. E pensare che questi luoghi sono patrimonio dell’umanità Unesco”. Parole amare quelle rivolte dal consiglio direttivo Cna di Tarquinia a Simonetta Badini nell’incontro di martedì scorso.

Molti i problemi lamentati da Attilio Lupidi, responsabile della sede locale dell’associazione e dei suoi colleghi: prima di tutto la difficoltà nell’accesso al credito e la mancanza di formazione del personale. “Essere competitivi è giusto, così come l’innovazione della propria azienda” hanno lamentato gli artigiani tarquiniesi “ma tutto questo ha un costo e l’accesso al credito è difficilissimo”.

“C’è poi il problema della formazione: assumiamo personale che ha frequentato corsi regionali inutili, che costano molto e non preparano affatto i ragazzi al mestiere: sarebbe molto più logico sovvenzionare direttamente noi datori di lavoro per formare in loco i lavoranti”.

“Occorre rafforzare al più presto leggi regionali già esistenti” ha proposto Simonetta Badini “in particolare la legge 10/2007, sui contributi alle imprese artigiane per il sostegno all’occupazione. Si tratta in particolare di contributi per l'assunzione di personale con rapporto di apprendistato o con contratto di inserimento, oppure di contributi alle imprese che assumono personale qualificato, da non oltre un anno, con contratto di lavoro a tempo indeterminato”.

Pressante, da parte del consiglio direttivo Cna tarquiniese, la questione turistico ambientale: “Il settore del benessere e del turismo non è stato mai toccato dai politici, eppure qui c’è il mare e una natura stupenda” hanno affermato gli artigiani “e poi incombono le spade di Damocle: oltre la centrale a carbone, adesso c’è la questione del nucleare e del temuto centro di smistamento rifiuti ad Allumiere.

Possibile che tutto si debba concentrare qui?”. “Rispetto a queste problematiche la voce del territorio deve essere predominante su tutto” ha affermato la Badini. “Questa è un’area già penalizzata dal punto di vista ambientale, per questo occorre contrastare con rigore questi abusi. Per opporsi in maniera forte, bisogna potenziare da subito il settore turistico e ambientale.

Ricreare un territorio che offre accoglienza di qualità e un patrimonio naturalistico inviolabile, comporterà un forte deterrente ai pericoli che incombono su questi luoghi”.




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