

VITERBO - Emergenza arsenico, dopo l'azione collettiva avviata in favore dei cittadini adesso il Codacons punta a far risarcire anche gli esercizi commerciali della provincia di Viterbo.
''Se i sindaci dei Comuni interessati non renderanno le acque pienamente potabili - spiegano dall'associazione - le Asl saranno costrette a disporre la chiusura degli esercizi commerciali che utilizzano acqua contenente arsenico, come forma di tutela della salute pubblica.
Uno scenario che darebbe vita ad una serie di cause risarcitorie contro i sindaci, che sarebbero poi costretti a pagare milioni di euro ai negozianti danneggiati''.
Il Codacons sta infatti raccogliendo le adesioni di centinaia di bar, ristoranti, pasticcerie e negozi che utilizzano acqua per la produzione di generi alimentari. Lo scopo è chiedere di ''sanare la situazione - concludono - e rendere le acque potabili, salubri e prive di arsenico''.