

VITERBO - Talete, entriamo in una settimana decisiva. Per martedì 17 è stata convocata la consulta d’ambito, dove i sindaci dovranno elaborare il testo della proposta di deliberazione da discutere e approvare nei propri consigli comunali. Si tratta di un momento fondamentale, e proprio in quella sede verranno a galla le reali intenzioni di tutti i primi cittadini.
La politica è chiamata, se vuole salvare la società di gestione idrica del territorio, a un atto concreto. Se riusciranno a uscire da quella riunione con un documento condiviso allora ci sarà da sperare. In caso contrario, se dovessero emergere tentennamenti e contrapposizioni, la situazione diventerebbe sempre più scura.
Il quadro attuale è a tinte fosche e la rapidità d’intervento dei proprietari Talete, i comuni, è l’unica cosa che può cambiare il destino altrimenti fallimentare dell’azienda. I conti sono in rosso, fortemente colpiti dal pignoramento di sei milioni di euro scattato lo scorso dicembre da parte di una delle società che fornisce la corrente elettrica: Eracom. Società che ha nel cassetto i titoli per un ulteriore pignoramento di 4 milioni, al momento non eseguito grazie alla promessa del presidente Stefano Bonori che sarà saldato tutto. A fine mese sono attesi 9 milioni di euro in entrata dalle bollette dell’ultimo trimestre del 2014.
Ai comuni viene chiesto di sostenere il cosiddetto piano Parca, preparato dalla nuova dirigenza Talete guidata da Bonori (entrato a settembre 2014). Si tratta di un progetto di risanamento e rilancio che prevede l’introduzione di liquidità da parte dei soci.
Il segnale dato dal Comune di Viterbo con l’approvazione di un documento in consiglio ha ridato un po’ di ottimismo. Anche se la partita vera è quella del 17 e i successivi passaggi d’approvazione nei consigli comunali della proposta di deliberazione. Ai comuni sono concesse due strade: la ricapitalizzazione con fondi propri, poco probabile, o la garanzia fideiussoria su prestiti da ottenere dalle banche, più probabile.
La parola d’ordine è rapidità. Se la consulta d’ambito partorirà il risultato diventa vitale l’approvazione repentina da parte dei comuni soci. Questo permetterà di avere nuova liquidità dagli istituti di credito e auspicabilmente anche di pagare il 27 lo stipendio dei 150 lavoratori.