ANNO 27 n° 259
Comitato cinema Trieste aperto: ''Quali sono gli spazi per la cultura?''
La richiesta del censimento in una lettera indirizzata a Marini e Meroi

VITERBO - Una lettera come richiesta ufficiale indirizzata al sindaco Giulio Marini e all’assessore comunale alla cultura Contardo, al presidente della provincia di Viterbo Marcello Meroi e all’assessore provinciale alla cultura Giuseppe Fraticelli per conoscere il censimento dei luoghi adibiti ad attività culturali della città di Viterbo. Una lista degli spazi al chiuso per svolgere i vari laboratori con dichiarazione sullo stato di fruibilità delle strutture stesse.

È questo, in intesi, il contenuto del documento elaborato dal “Comitato cinema Trieste aperto. Spazio alla cultura’’, votato all’unanimità durante l’assemblea che si è svolta ieri pomeriggio nel cinema Trento presso La Quercia. Una richiesta “ufficiale e urgente” che, probabilmente, verrà protocollata questa mattina presso il comune e la provincia di Viterbo, alla quale ne farà seguito un'altra per l’istituzione di una commissione consiliare aperta per affrontare l’argomento cultura, il “bene comune”.

L’incontro è stato moderato da Vera Anelli dell’associazione “Fanalino di Coda”: “Siamo qui per un confronto costruttivo, per la stesura di un documento da presentare alle amministrazioni locali. Dopo la manifestazione del “funerale”, è necessario andare avanti e elaborare una richiesta ufficiale”.

Cittadini, ed alcuni esponenti delle 70 associazioni che hanno aderito al comitato, hanno animato la discussione sottolineando l’importanza del “servizio culturale” svolto quotidianamente sul territorio. E anche l’obiettivo del movimento, “costruire un percorso positivo contro il degrado e l’abbandono culturale per il quale non serve il botta e risposta con le amministrazioni locali, ma collaborazione”.

“Ci sono tanti studi che sottolineneano l’importanza della cultura – ha dichiarato Emanuela – come quello della Banca d’Italia del 2005, il Libro Verde della Comunità europea del 2010. Studi che pongono al centro della crescita la cultura stessa. Vogliamo chiedere alle amministrazioni un confronto per far crescere la cultura, uno spazio da condividere con gli altri”.

“Dopo il funerale abbiamo un’eredità da portare avanti, una rivendicazione che è la crescita della cultura della città - ha dichiarato Marco Trulli dell’Arci -. Una necessità da comunicare a tutti allargando questa piattaforma e rendere più partecipata questa esigenza. Anche il cuore antico della città deve essere rivisitato con spazi dedicati alla cultura e non alla movida”.

Da Palmisciano dell’associazione “Viterbo con amore” una proposta per lanciare a Viterbo gli Stati generali della Cultura: “Chiamare a raccolta tutte le associazioni viterbesi e gli operatori culturali. Poi è necessario capire cosa chiedere alle amministrazioni come fruitori e come produttori di cultura sul territorio”.

“Stiamo intercettando tante piccole realtà come la vostra da Milano a Palermo – ha proseguito Manuel Anselmi del Movimento quinto stato -. Il problema che state vivendo è comune ad altre realtà nazionali. Proponiamo un nuovo modo di vedere la cultura, quello di chi la promuove e la fa. Occorre cambiare i paradigmi, una cosa la cultura come evento e un’altra come percorso quotidiano”.

Da Umberto dell’Arci, invece, è arrivata la proposta di chiedere all’amministrazione comunale una “commissione consiliare aperta all’esterno per formulare un progetto, un percorso calendarizzato da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale. Utile anche per cambiare le regole dell'amministrazione comunale nell'assegnazione degli spazi fuori bando”.

Li. Sa.

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