ANNO 27 n° 261
Con Tabacci il centro guarda a sinistra
Intervista al candidato di Renzo Trappolini
22/11/2012 - 14:36

Prima di tutto perché questa tua avventura nelle primarie?

Sono e resto democristiano. Di quelli che hanno ad esempio Alcide De Gasperi, il quale fondò un partito di centro che però guardava a sinistra. Mi sono candidato ora e a viso aperto, perché non è nella mia storia salire sul carro dei vincitori dopo che hanno vinto. Questo è impegnarsi per i cittadini ridando alla politica il ruolo di regolatore nell’interesse di tutti e non di pochi. Libertà per tutti, ma dentro le regole che lo stato per troppo tempo non ha dato.

In questo ti troverai d’accordo con Bersani che parla spesso delle lenzuolate di liberalizzazioni, che ha potuto fare solo in parte?

Certamente, perché bisogna che gli ospedali servano ai malati e non siano in funzione delle carriere dei medici e dei primari, le scuole servano agli studenti prima che ai professori, gli uffici ai cittadini e non ai burocrati che complicano le cose. Insomma, i servizi erogati dallo Stato non possono essere orientati al mantenimento delle caste: privilegi per pochi, a spese di tutti gli altri. E questo vale a maggior ragione a cominciare dalla politica. Che solo quando è seria, è una nobile arte indispensabile per realizzare il benessere di una comunità. Altrimenti è un mostro fuori controllo che genera solo altri mostri, come il populismo di Berlusconi e quello di Grillo: causa ed effetto dell’antipolitica che finiscono per dire le stesse cose, come invocare l’uscita dall’euro. E pensare che nemmeno i greci di fronte all’aut aut hanno scelto di tornare alla dracma e sono rimasti nella moneta unica.

A 66 anni non ti bastava l’impegno di parlamentare e di assessore al comune di Milano. Perché candidarsi alle primarie del centrosinistra?

Si trattava di dimostrare che si può fare, indipendentemente da tutto, buona politica facendo buona amministrazione, con approccio meno ideologico e più aperto. E lo si può fare mettendo insieme sinistra e centro. Ho visto in questi due anni che lo si può fare a Milano e sono profondamente convinto che lo si possa fare anche in Italia. Per questo mi sono candidato alle primarie del centrosinistra. Fossero state le primarie solo del Pd naturalmente non ci sarei stato. Sono primarie di coalizione e allora ho ritenuto indispensabile dare voce anche al centro del centrosinistra. Per puntare a modernizzare l’Italia con il tratto gentile ed attento ai deboli che è proprio di Pisapia, unito al rigore, alla competenza, all’attenzione al merito che ha portato Mario Monti.

Ma quanti voti ti aspetti?

Non ho apparati né eserciti da mobilitare. C’è però un po’ di gente in giro per l’Italia che mi dice di apprezzare quel che faccio. Ed ho scelto uno slogan che secondo me dice già molto: “Italia Concreta”. E, concretamente quello che penso sia più importante è contribuire a far vincere la coalizione, portando il buon senso e la cultura di governo del centro - che dichiara prima del voto e non furbescamente dopo, con chi si vuole alleare - a collaborare con la sinistra responsabile. E, alla nostra età, ti pare poco?




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