Confartigianato: "I ritardi di pagamento della PA costano alle imprese 1,7 miliardi l’anno"
VITERBO - Nell’ambito delle misure che il Governo si appresta a varare per fronteggiare la crisi finanziaria, Confartigianato sollecita un intervento che consenta agli imprenditori di compensare i crediti di qualsiasi natura vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione con i debiti verso la PA, a qualunque titolo dovuti.
Si tratta di una misura che crea una condizione di reciprocità tra le imprese e la Pubblica Amministrazione la quale può bloccare i pagamenti dovuti quando il contribuente ha debiti nei confronti della PA.
L’intervento sollecitato da Confartigianato dà liquidità immediata alle imprese perché non sottrae loro risorse a fronte dei crediti vantati verso la PA.
Confartigianato, inoltre, invita ad imitare la Francia che, pur non avendo ritardi record dei pagamenti della PA, ha inserito tra le misure straordinarie a sostegno delle piccole imprese l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di rispettare il termine di 30 giorni per pagare beni e servizi forniti dalle imprese.
Secondo una rilevazione di Confartigianato, nel 2007, in Italia le imprese hanno fornito beni e servizi per un valore di 121,5 miliardi di euro alla Pubblica Amministrazione centrale ed alle Amministrazioni locali (Comuni, Province, Regioni, ecc.).
Ma la Pubblica Amministrazione italiana è un "pessimo pagatore", tra le peggiori in Europa: Confartigianato fa rilevare che i tempi medi di pagamento della PA nei confronti delle imprese private fornitrici di prodotti e servizi arrivano a 135 giorni, a fronte di una durata media nell’Unione Europea che non supera i 65 giorni.
I 70 giorni di maggiore attesa rispetto alla media Ue costano agli imprenditori italiani 1,7 miliardi all’anno di maggiori oneri finanziari.
Un sondaggio tra i piccoli imprenditori commissionato da Confartigianato all’Istituto Ispo conferma la gravità del fenomeno. In media, i piccoli imprenditori devono aspettare 3 mesi e mezzo per essere pagati dalla PA. Ma per 222.000 imprese – pari al 28% di quelle che forniscono beni e servizi alla PA – l’attesa supera i 4 mesi.
Gli imprenditori, a causa dei problemi di liquidità provocati dal ritardo nell'incasso delle fatture, devono ricorrere a prestiti bancari per finanziare la loro attività.
Ora la crisi dei mercati finanziari rende ancora più grave la situazione delle imprese e – secondo Confartigianato - impone una soluzione urgente a questo cronico problema italiano che, peraltro, è peggiorato rispetto a 13 anni fa quando la media italiana dei tempi di pagamento era di 87 giorni a fronte della media europea di 53 giorni.
“Le lunghe attese per incassare quanto dovuto dalla Pubblica Amministrazione – sottolinea il Segretario di Confartigianato imprese di Viterbo Andrea De Simone - incidono non poco sull’attività delle aziende. I problemi diventano drammatici per le piccole imprese che si trovano strette in una morsa fatta di oneri finanziari, costi amministrativi per disincagliare i crediti in sofferenza, perdite di tempo, oneri legali per ottenere la riscossione del credito agendo per via giudiziaria”.
Confartigianato ed altre Confederazioni dell’artigianato e delle piccole imprese, inoltre, hanno commentato positivamente l’incontro a Palazzo Chigi tra Governo e Organizzazioni imprenditoriali: "Il Governo ha mostrato attenzione alle nostre sollecitazioni. Ci auguriamo che a breve vengano adottate le misure indispensabili per consentire alle piccole imprese di fronteggiare la crisi finanziaria”.
“Al Governo – ricorda Confartigianato – abbiamo chiesto provvedimenti urgenti soprattutto per sostenere l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso l’individuazione di un fondo di riassicurazione delle operazioni di credito assistite dalla garanzia dei Consorzi Fidi”.
Tra le altre priorità, si ritiene necessario intervenire sui tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione mediante la compensazione tra debiti e crediti vantati dalle imprese nei confronti della PA; prevedere il versamento dell’Iva al momento dell’effettivo pagamento della fattura da parte del debitore; procedere alla revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail; prevedere misure di tutela delle imprese soggette agli studi di settore.
Infine, sul fronte del sostegno agli investimenti delle piccole imprese, Confartigianato, in accordo con le altre associazioni di categoria, ha sollecitato un intervento fiscale che consenta la deducibilità integrale degli interessi passivi relativi a finanziamenti diretti all’acquisizione di beni strumentali.