ANNO 27 n° 265
Congresso Pd - Quattro in corsa per la segreteria provinciale

VITERBO – Sono quattro i candidati alla segreteria provinciale del Pd. Alle 19 di oggi (29 ottobre) sono state depositate nella sede del partito quelle di Enrico Panunzi, Andrea Egidi, Alessandro Dinelli e Francesco Scialacqua. 

 L’asse Parroncini-Sposetti, dato per certo fino a poche ore fa, si è rotto ancor prima di emettere il primo vagito. Così, la corrente del consigliere regionale ha candidato Alessandro Dinelli, mentre Sposetti ha puntato sul solito Andrea Egidi. Della partita anche Francesco Scialacqua, sostenuto dai cosiddetti non allineati, anche nelle ultime ore, visti i nomi in pole position, erano circolate voci su un suo possibile ritiro.

Ma la situazione interna al Pd deve necessariamente essere letta in controluce. Ad esempio, il naufragio della cordata Sposetti-Parronicni potrebbe essere, anzi è molto probabile che lo sia, solo tattico. I due potrebbero aver concordato di marciare divisi al congresso per colpire uniti in assemblea provinciale. Cioè potrebbero aver puntato sul fatto che al congresso di fine novembre nessuno dei candidati riesca ad ottenere il 50,1% dei voti. A quel punto si andrebbe al ballottaggio tra i primi due in ordine di voti. E la partita si sposterebbe all’assemblea provinciale. Chiunque tra Egidi e Dinelli dovesse accedere al ballottaggio verrebbe sostenuto da entrambi. E se, cosa altamente improbabile, ad andare al ballottaggio fossero proprio loro due? Nessun problema: Parroncini e Sposetti continuerebbero a darsele di santa ragione intraprendendo una lotta “fratricida” senza esclusione di colpi e sgambetti.

E ci sono anche altre significative novità . In primo luogo la candidatura di Panunzi scaturita da una netta rottura con Sposetti e i suoi fedelissimi, che ha spezzato in due tronconi la corrente del parlamentare. Panunzi si è infatti portato dietro un folto drappello di sposettiani e qualche parronciniano, molti dei quali amministratori pubblici, quindi gente capace di controllare gruppi altrettanto folti di iscritti.

Altro dato molto significativo è la mossa di Peppe Fioroni, che pur di lanciare una bomba molotov tra gli sposettiani e più in generale tra gli ex diessini, ha rinunciato al “suo” candidato Pierluigi Bianchi per schierare le sue truppe accanto a Panunzi. Una mossa, quella di Fioroni, che da una parte attenua la fisionomia extracorrentizia che l’ex sindaco di Canepina si era costruito con la sua fuoriuscita dall’area sposettiana, ma dall’altra gli porterà in eredità una massiccia dose di voti.

Panunzi ha incassato anche il sostegno dei non allineati. La parte viterbese del gruppo, infatti, ha deciso di sostenerlo, riconoscendogli di fatto il ruolo di sparigliatore degli assetti correntizi più negativi e sclerotizzati del partito.

A ben vedere, la mossa di Fioroni potrebbe avere anche un aspetto  positivo nell’ottica della costruzione del Pd. Consentirà cioè di veder schierati sullo stesso fronte ex popolari ed ex diessini. Un accadimento “naturale”, si potrebbe obbiettare, già avvenuto in più occasioni a livello nazionale e regionale. Ma non è stato così per la provincia di Viterbo, dove gli ex di qualunque osservanza si erano guardati sempre in cagnesco, fino a dare l’impressione di trovarsi solo per caso e di malavoglia nello stesso partito.

Resta da vedere se la nuova geografia del Pd viterbese sarà duratura o subirà altre scosse sussultorie e ondulatorie come è avvenuto in passato.  Per virificarlo bisogna attendere la prossima primavera, quando si aprirà la partita per le amministrative in numerosi comuni. La scelta dei candidati potrebbe configurare nuovi scenari e riaprire dure diatribe interne. Sarà  questo il primo vero banco di prova per il nuovo segretario provinciale.




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