ANNO 27 n° 259
Conoscere o dell'enciclopedia
>>>>>>>>>>>>>> di Massimiliano Capo <<<<<<<<<<<<<<
12/08/2013 - 04:00

di Massimiliano Capo

A me i mei da piccolo mi hanno comprato l’enciclopedia.

A me i miei da piccolo mi hanno comprato l’enciclopedia Conoscere (questa: CLICCA QUI).

A me i miei da piccolo mi hanno comprato l’enciclopedia Conoscere che era piena di figure di animali cose e persone e dentro c’erano tutti i segreti del mondo e la risposta ad ogni domanda. Anche a quelle che non mi ero mai fatto e mai mi sarei fatto se i miei da piccolo non mi avessero comprato l’enciclopedia Conoscere.

Insomma io a quattro anni e poco più io l’enciclopedia Conoscere l’avevo letta tutta e sapevo le pagine a memoria e pure le figure e la sfogliavo sempre perché mi piaceva sapere le cose anche se non lo dicevo a nessuno.

Perché io a quattro anni ero timido come a venti a trenta e anche a trentacinque. Poi no, ho smesso. E ora non sono più timido e non leggo più l’enciclopedia Conoscere ma ce l’ho ancora perché lì ci sono tutte le risposte. Casomai mi facessi ancora domande.

Insomma.

Insomma io a quattro anni stavo sempre con nonnaada. Tuttattaccata. E anche a cinque e anche a trenta e anche un po’ dopo finchè non è volata via e io mi sono arrabbiato perché lei non doveva andare via mai perché io non ci so stare senza. Ma questa è un’altra storia e nemmeno nell’enciclopedia Conoscere ho trovato la risposta che cercavo su quelli che volano via e quelli che restano e gli mancano sempre e sempre di più.

Insomma. Io a quattro anni e dopo stavo sempre con nonnaadatuttattacata. E con lei facevo le cose. Tutte. Lei dipingeva, una volta. E i suoi quadri ancora li ho. E sono bellissimi. E io disegnavo e dipingevo perché nonnaada a me mi faceva fare tutto quello che mi piaceva e non mi diceva mai di no e mi ha insegnato un sacco di cose e soprattutto che le cose belle vanno amate e le cose belle le abbiamo nelle mani e le mani sono comandate dal cuore e allora fare bene le cose con le mani vuol dire metterci il cuore e quelle allora vengono bene.

A nonnaadatuttattacata che aveva il cuore grande venivano benissimo.

Io a cinque anni sono andato all’asilo perché prima all’asilo non ci si va come oggi a tre mesi ma a cinque anni e poi a sei in prima elementare. Io a cinque anni all’asilo ci sono andato alla Beata Angelina che è dietro casa di nonnaada e ci andavo solo se mi ci portava lei e li c’erano le suore e io dicevo paceebene ogni volta che ne incrociavo una e se vedevo la madre superiora gli dicevo paceebenemadresuperiora. Io la madre superiore me la ricordo grande e grossa ma magari non era così ma io così la vedevo perché ero piccolo e poi è passato tanto tempo. Poi alla Beata Angelina c’era una sala grande piena di giochi e piena di bambini e un giardino che in primavera fioriva tutto e c’erano i ciliegi e i prugni e le ortensie e i fiori di tutti i colori e noi stavamo lì però io già non andavo più all’asilo.

Perché io dopo due mesi di asilo ho detto ai miei che mi annoiavo a fare i giochi. Io avevo letto l’enciclopedia Conoscere e di giocare e basta non mi andava più. Io volevo sapere le risposte e fare le domande e non montare e smontare cubi e trenini di legno. Allora l’ho detto ai miei e a nonnaada e sono andato alla primina. Che è andare a scuola a cinque anni e non a sei perché io avevo letto l’enciclopedia Conoscere e insomma.

Insomma a primavera nel giardino pieno di fiori di ciliegio prugno e con le ortensie e gli altri fiori colorati, insomma a primavera io ero già alunno della maestra Sofia che era di Bagnaia e ora sarà vecchia ma lì aveva nemmeno ventanni e io me la ricordo come una ragazza ye ye coi capelli lunghi e gli occhialoni e ancora ho il numero in una vecchia rubrica ma chissà chi risponde se lo faccio e se è vero che era così ye ye o me la ricordo solo io così. E poi dopo un po’ venne un’altra maestra che non si chiamava Sofia ma il nome non me lo ricordo più però abitava a casa mia. Perché nonnaada gli aveva fittato una casa.

E poi c’era carnevale e io mi sono vestito da cauboi col vestito marrone e la camicia a quadretti e il cappello e le pistole e poi mi sono fatto la foto da solo perché ero timido e non sapevo come stare con gli altri e anche mia sorella vestita da cappuccetto rosso l’ha fatta da sola ma lei non era timida. Gliel’ho detto io così ora non ha la foto con i suoi amici dell’asilo e nemmeno io.

E poi la scuola finisce e comincia l’estate, proprio quel giorno che finisce l’estate. E io allora andavo da nonnada la mattina e poi stavo lì tutto il giorno con ziomario zialia luciano e gianfranco. Insomma con quella strana famiglia fatta di nonni quasi nonni e zii che chiamavo per nome.

E dietro casa c’era un giardino con gli alberi fioriti e che facevano le ciliegie le albicocche le prugne le nespole del giappone l’uva le mele le pere e poi le verdure e gli ortaggi e poi c’era la pergola con sotto il tavolo di pietra e l’ombra anche ad agosto.

E lì vicino alla pergola c’era l’altalena attaccata a due pali storti e corti e nel giardino di fianco c’era Serena che aveva un altalena con le catenelle che la reggevano e che andava altissima e io ci parlavo dalla rete che ci divideva e poi andavamo sull’altalena guardandoci da lontano e andando alti perché io se ci penso Serena senza la rete in mezzo non l’ho mai vista.

E con nonnaada io andavo altissimo pure se i pali erano storti e corti. Lei mi spingeva e io volavo e guardavo Serena e sentivo la musica col mangiadischi e cantavo sempre la stessa canzone di gigliolacinquetti che la domenica andava alla messa accompagnata dai suoi amatori (questa:CLICCA QUI) e io nemmeno capivo chi fossero gli amatori e la canzone mi sembrava bellissima anche se poi la storia era triste e io l’ho scoperto dopo leggendo le risposte sull’enciclopedia conoscere ma lì su quell’altalena magica con nonnaada che spingeva tutto era bello come la canzone e il sole caldo e i fiori tutti colorati e Serena che mi guardava e io che la pensavo e volevo correre da lei e c’era la rete e chissà se qualcosa voleva dire ‘sta cosa della rete e di lei, di ogni lei che ti piace, di ogni ragazzina dai capelli rossi che incontri nella vita e che sta sempre di là che nemmeno l’enciclopedia Conoscere lo spiega e paolofox dice che c’hai una congiunzione astrale che non favorisce gli incontri e allora ti devi rassegnare perché alle congiunzioni astrali non si può sfuggire soprattutto se le vede e te lo dice paolofox.

E poi nonnaada mi faceva la merenda col pane salato e la nutella e la frutta e poi disegnavo e poi.

E poi è rimasto il ricordo e il sorriso e la malinconia e l’enciclopedia Conoscere che alla domanda, a tutte le domande, quelle vere che ci facciamo quando ci prende il ricordo il sorriso e la malinconia, risponde: così è la vita.

 




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