ANNO 27 n° 263
Continuano gli interrogatori in caserma
Inizia a farsi strada l'ipotesi che il rogo potrebbe essere conseguenza del clima d'odio che aleggia a Civita
13/12/2013 - 04:01

CIVITA CASTELLANA – Sono proseguite anche ieri, da parte dei carabinieri della Compagnia di Civita Castellana, le audizioni di ''persone informate sui fatti'' nell'ambito delle indagini sull'incendio che ha distrutto completamente il supermercato Maury's, avvenuto la notte domenica e lunedì scorsi.

L'ipotesi al vaglio degli investigatori è che, qualora gli accertamenti in corso confermino la pista dolosa, ad oggi la più probabile sebbene non sia ancora suffragata da riscontri tecnici sul materiale usato per appiccare il fuoco almeno in due punti diversi e distanti tra loro, gli autori siano locali e no, come era sembrato in un primo momento, arrivati da fuori.

Secondo quanto si è appreso, i carabinieri sarebbero impegnati a ricostruire anche il brodo di coltura in cui potrebbe essere maturato il gesto. Cioè quel ''clima di odio'' di cui ha parlato anche il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, che potrebbe aver indotto una o più persone del posto a provocare il rogo del Maury's.

Nella cittadina, schiacciata da una crisi economica senza precedenti, con migliaia di lavoratori del distretto ceramico in cassa integrazione e altrettanti disoccupati, da mesi e mesi il ''veleno'', soprattutto quello politico, corre a fiumi. Illazioni, accuse più o meno velate, lettere anonime, le ultime due, indirizzate ad altrettanti amministratori comunali, sono arrivate poco prima che divampasse l'incendio, stanno rendendo il clima irrespirabile. Il Maury's, tra l'altro, è stato al centro della cosiddetta Parentopoli civitonica. Sotto accusa alcuni amministratori comunali Ds, rei di aver presentato il loro curriculum per essere assunti come addetti alle vendite, i quali hanno poi rassegnato le dimissioni, e del Pdl, che hanno ''segnalato''all'azienda alcuni loro congiunti. Questi ultimi, però, non si sono dimessi e hanno annunciato che non gli passa nemmeno nell'anticamera del cervello di farlo. Se a questo si aggiunge che alcune settimane prima, un ex sindaco, l'ultimo targato Pci-Pdl, era stato pizzicato mentre impartiva ''ezioni di opposione'' ad esponenti del Pdl, il quadro è completo.

Le aspre polemiche seguite alla presunta Parentopoli hanno spinto sull'orlo della crisi l'amministrazione comunale che, pur rimanend in sella, ha perso alcuni pezzi, soprattutto a sinistra, e potrebbero aver ''armato'' la mano o le mani che hanno provocato l'incendio. Un teorema che potrebbe trovare riscontro solo nella conferma dell'origine dolosa del rogo.

I carabinieri, però, stanno battendo anche altre piste, inclusa quella ''esterna'' che era stata ipotizzata per prima. E che si spingerebbe non solo fuori Civita Castellana ma anche fuori provincia.




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