ANNO 19 n° 233
Costituito coordinamento lavoratori precari Unicoop
Saranno coinvolte le istituzioni per far assumere i dipendenti
15/07/2013 - 17:44

VITERBO - “Nei giorni scorsi, nella sede provinciale della Federazione USB di Viterbo, si è costituito il Coordinamento Lavoratrici Precarie Unicoop Tirreno”. A parlare è Luca Paolocci responsabile settore privato USB: la partecipata e animata riunione che ha preceduto la costituzione del coordinamento ha avuto per oggetto l’espulsione dal mondo del lavoro dei precari dai territori in cui opera Unicoop Tirreno e ha portato alla luce la determinazione di questi lavoratori a rivendicare il diritto all’assunzione.

“La riunione è stata convocata con l'obiettivo di condividere un percorso di lotta che impedisca ad Unicoop Tirreno di disfarsi dei lavoratori che per anni hanno sacrificato vita personale ed affettiva nella speranza di un’assunzione a tempo indeterminato” dichiarano Teresa e Antonella elette come portavoce dai loro colleghi.

Il coordinamento coinvolgerà le istituzioni del territorio a tutti i livelli, gli organi d’informazione, le sezioni soci e chiederà un’incontro Unicoop Tirreno che disattende, anche, la legge: chi raggiunge con la stessa azienda i 36 mesi di lavoro con contratti a termine ha diritto all'assunzione a tempo indeterminato, e non serve evocare la crisi per aggirare tale norma.

“La Coop - aggiunge Lino Rocchi Coordinatore Confederale USB - in questo modo non esercita quella funzione sociale così fortemente declamata nelle pubblicità. Anzi, al pari di altri marchi, utilizza il lavoro precario per abbassare i costi del personale e non per oggettive esigenze temporanee, è evidente, secondo noi, la carenza di personale nei supermercati ed ipermercati Unicoop ed il servizio offerto a soci e clienti ne risente, ridurre il personale è un’operazione commerciale autolesionista”.

“Questo è il metodo - dicono dal coordinamento - per far pagare gli effetti della crisi all’anello debole della catena, cioè scaricare i lavoratori a termine attuali e creare nuovi precari nel futuro, riproducendo all’infinito una sorta di “nuovi schiavi” con pochi diritti, molti doveri e “molta paura” del padrone. Il Coordinamento Lavoratrici Precarie Unicoop Tirreno si oppone con forza a questa ennesima provocazione di un’azienda che sembra aver smarrito completamente la propria funzione sociale.

“Ha ancora senso chiamarle cooperative? - si chiede Rocchi - le democratiche e piene di valori cooperative, nate 150 anni fa proprio per contrapporsi all'impresa commerciale capitalistica? Sono forse ancora così? Secondo noi, hanno smarrito quel senso di “la coop sei tu”, ed hanno permesso che prevalesse il capitale sui lavoratori”.

“Il Coordinamento Lavoratori Precari Unicoop Tirreno Viterbo esprime piena solidarietà ai colleghi campani, consapevole dell’importanza della loro vertenza; ai colleghi di Livorno che, come nella provincia di Viterbo sono state “abbandonate”dalla cooperativa che ha privilegiato l’assunzione di lavoratori con meno mesi di anzianità creando, di fatto, sempre più precari. È forte il legame che lega il Coordinamento Viterbese con Catia Bottoni la collega che, con 60 mesi di anzianità, si è incatenata per ben due volte ai cancelli della Lega delle Cooperative….per farsi ascoltare da Unicoop Tirreno, azienda sorda anche alle più legittime richieste e forte è la voglia di diritti e dignità che dovrà essere ascoltata ed accolta dai vertici di questa “Coop”’’.




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