

VITERBO – Era in significativa crescita prima dell’esplosione della crisi mondiale l’economia della provincia di Viterbo. Alla fine del 2007, con un eccellente + 12% si poneva al secondo posto in Italia per l’incremento del valore aggiunto a prezzi correnti (cioè la differenza tra il valore alla produzione e quello dei costi intermedi, sui quali pesa anche l’effetto dell’inflazione). E’ quanto emerge dalla rilevazione dell’Istat. La Tuscia, tra l’altro, nello stesso periodo aveva fato registrare un differenziale quasi tre volte superiore alla media nazionale, che era del 4,3%. Anche a livello regionale, dove il dato complessivo era del + 4,9%, Viterbo primeggiava. Secondo l’Istat la performance di Viterbo va attribuibile agli andamenti estremamente positivi dell’industria (+16,1%) e dei servizi (+11,9%). Un contributo è arrivato anche dal’agricoltura che, pur avendo perso addetti (nel 2007 erano 7.200) si è andata progressivamente specializzando.
Nulla di eclatante s’intende: quella viterbese, nonostante il balzo in avanti, rimaneva un’economia marginale, chiusa, poco propensa all’innovazione e ancor meno aperta ai mercati internazionali. Tuttavia, il 2007 resta un anno da ricordare. “Non un punto d’arrivo – lo definì il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella – ma un buon punto di partenza”. Ed ebbe anche un grande merito: rallentare il dilagare della crisi per parte del 2008. Mentre in tutta Italia la situazione andava precipitando, infatti, l’economia del Lazio rimaneva pressoché stazionaria, -01%, e quella Viterbese continuava addirittura a crescere anche se a scartamento ridotto, + 1,9% (fonte Camera di Commercio).
Nel 2009, però, è arrivata la botta. “Sebbene i dati definitivi saranno disponibili tra due o tre mesi – spiega Francesco Monzillo – vice segretario generale della Camera di Commercio - alcuni indicatori dimostrano che la crisi è arrivata eccome. La cassa integrazione - spiega - da gennaio a settembre 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008 è aumentata dal 131%. Va inoltre precisato che, soprattutto nel distretto ceramico di Civita Castellana c’era già stato un significativo ricorso alla cassa integrazione nel terzo trimestre del 2008. Le esportazioni, sempre dal gennaio al settembre 2009 sono calate del 131%”.
Resta ora da capire se e in quanto tempo la Tuscia riuscirà a tornare sui livelli del 2007. “Se s’incastrassero una serie di fattori – dice ancora Monzillo – potremmo farcela in un anno e mezzo o due. Ma dipenderà da come si muoveranno le istituzioni e, soprattutto, gli imprenditori. Inoltre – conclude - bisognerà verificare quali tipi di lacerazioni al modello economico abbia prodotto la crisi. Se è stata di tipo congiunturale o strutturale. Nella seconda ipotesi, infatti, alcuni settori potrebbero uscirne cancellati e quindi andrebbero rimpiazzati con nuove iniziative imprenditoriali”.