

Riceviamo e pubblichiamo:
Il Commissario della sanità Renata Polverini ha tolto la maschera. Con la presentazione al governo del piano regionale sulla sanità è stata decretata la fine della sanità pubblica nella provincia di Viterbo. Il Cotom (Comitato per la tutela dell’ospedale di Montefiascone) chiama alla mobilitazione tutta la cittadinanza per il diritto alla salute.
Dopo le iniziative, le manifestazioni cittadine, la raccolta di firme (oltre 12.000), l’ incontro con la presidenza e i tecnici della Regione contro la chiusura a difesa dell’ospedale civile di Montefiascone la Regione Lazio non si è degnata neanche di valutare le proposte e le indicazioni fattibili da parte del Cotom e degli operatori sanitari per dare risposte adeguate alla domanda di salute del nostro territorio. Anzi, la presidenza della Regione ha dato conferma con il decreto N°80 a firma del presidente della Regione Lazio Polverini, la chiusura degli ospedali di Ronciglione e Montefiascone (malgrado facciano parte del polo di Viterbo, la dismissione dei posti letto per acuti del U.O.C di Geriatria e Day Hospital e chiusura del primo soccorso) e lo smantellamento dell’ospedale di Acquapendente. Per l’ospedale di Tarquinia, Civita Castellana e Belcolle la eliminazione di decine di posti letto per acuti entro il 31 dicembre 2010. Tutte le attese e le aspettative per l'utenza sono state disattese, malgrado le promesse elettorali.
Gli operatori sanitari e il comitato per la difesa dell’ ospedale di Montefiascone si mobilitano contro chi sacrifica posti di lavoro ed il diritto alla salute sull’altare delle "compatibilità economiche" smantellando il servizio sanitario pubblico. Tagli dei posti letto per acuti, aumento dei ticket, liste di attesa infinite a pagare sono sempre i cittadini. La popolazione del comprensorio di Montefiascone è composta per un terzo da anziani e la chisura di posti letto per acuti diventa un grave problema (nell'Asl-Vt posti letto 1.8 ogni mille abitanti, contro la media nazionale 3,4). Gli anziani malgrado siano assistiti e contenuti dalle famiglie non ricevono risposte adeguate alla richiesta di assistenza sanitaria. Il ridimensionamento e la chiusura di posti letto per acuti, non viene compensato da strutture di lungo-degenza o dal miglioramento dei servizi territoriali, che sono sempre insufficienti alle esigenze della popolazione: poco diffusa la rete dei centri prelievi ed insufficienti i C.A.D. (centri di assistenza domiciliare) e le strutture riabilitative. Giorno dopo giorno i servizi per l'utenza sono depotenziati o addirittura chiusi.
Un atto che offende l'operatività e la professionalità degli operatori sanitari e penalizza I'utenza tutta. Lo stato attuale dei servizi degli ospedali, non fa altro che ingrassare le tasche dei servizi sanitari privati convenzionati. Per questo facciamo nostre le denunce del Tribunale dei Diritti del Malato, delle associazioni, dei comitati per la difesa degli ospedali pubblici che, grazie al loro contributo, tentano di ridare dignità a tutti i servizi sanitari. Non ci convincono queste politiche sanitarie, non ci convincono le rassicurazioni della Polverini sull’ipotesi di riconversione dei nostri presidi ospedalieri in ospedali territoriali di comunità, in realtà per risparmiare sono costretti a chiudere posti letto per acuti per giustificare il soprannumero di posti letto nelle strutture a Roma. Chi paga le conseguenze di tale scellerate scelte sono i cittadini, ed in particolare l'utenza "debole "(gli anziani, pazienti oncologici, i dializzati ecc.).
La Regione Lazio con un sistema di gestione di tipo economicissimo che in alcuni casi mira solo a ridurre l'offerta o razionalizzare le prestazioni perde di vista la qualità dei servizi in termini di prestazioni e modo di erogazione degli stessi. I tagli indiscriminati, si sa, sono nemici della qualità. Il Commissario regionale della sanità Polverini non può risolvere i problemi di bilancio chiudendo servizi essenziali alla cittadinanza o aumentando i carichi di lavoro e le competenze al personale sanitario, è cambiando atteggiamento verso i presidi ospedalieri periferici e di frontiera, punti di riferimenti di tutta l'utenza dei vari comprensori, che si possono risolvere veri problemi della sanità viterbese.
Il Cotom (Comitato per la tutela dell’ospedale di Montefiascone) e gli operatori della sanità dell’ospedale invitano gli utenti, i sindaci dei Comuni del comprensorio di Montefiascone, la cittadinanza tutta e le istituzioni, ad un’ampia discussione e ad un confronto sulla sanità in un assemblea pubblica aperta a tutti, e ad iniziative pubbliche per la salvaguardia dei nostri ospedali, patrimonio e bene comune di tutti.
Martedì 5 ottobre alle ore 10,30 manifestazione con assemblea pubblica e conferenza stampa davanti all'ospedale di Montefiascone. Sono invitati gli utenti, i sindaci e amministratori dei Comuni del comprensorio di Montefiascone, i consiglieri regionali, i comitati per la difesa dell’ospedale di Civita Castellana, Tarquinia, Ronciglione, Acquapendente, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, le associazioni di volontariato e la società civile. Mercoledì 6 ottobre, invece, controinformazione e volantinaggio al mercato di Montefiascone.
Il Comitato per la tutela dell’ospedale civile di Montefiascone
Gli operatori sanitari dell’ospedale di Montefiascone