

Sul ritrovamento del cranio di bimba (così almeno parrebbe)nella località San Mariano di Vetralla, come riferisce il "Corriere di Viterbo", si sta lavorando intensamente per accertarne l'epoca.
I carabinieri, che hanno repertato il teschio, hanno sentito, tra gli altri, l’uomo che, nel corso di uno studio, ha trovato il cranio, i proprietari del fondo e altra gente del posto, alla ricerca di indizi utili per capire se, nei dintorni, in anni recenti e meno recenti, vi fossero state delle persone, minorenni, scomparse. I primi interrogatori, sotto questo profilo, avrebbero dato esito negativo.
Un quadro, però, che sembra avvalorare l’ipotesi secondo la quale, a San Mariano, il teschio sarebbe stato portato da qualcuno, proveniente da fuori, per abbandonarlo nel tombino, che, come hanno constatato gli investigatori, era a poca distanza da un fosso, in un’area nella quale, tra l’altro, esisteva una antica vila romana, ed era stata combattuta una battaglia in epoca napoleonica.
Il teschio, avvolto in un asciugamano grigio, sarebbe però recente. I carabinieri, che hanno inviato il loro rapporto in Procura, avrebbero anche consultato un medico legale, un esperto della materia, per chiedergli una prima indicazione sulla databilità del reperto. Il medico, però, avrebbe detto di non essere in grado di farlo.
Occorrerà dunque, se la Procura lo riterrà opportuno, affidare il cranio a qualche laboratorio specializzato che, con le proprie tecnologie, sia in grado di dare un’epoca al reperto.