ANNO 27 n° 270
Crisi dei consumi non risparmia la Pasqua
Secondo Confesercenti contrazioni significative delle vendite dei tradizionali prodotti
06/04/2012 - 14:27

VITERBO - Le previsioni di consumo in vista della Pasqua nel commercio alimentare al dettaglio sono pessimistiche. I consumi pasquali, infatti, stando alle prime rilevazioni ed alle aspettative degli operatori, dovrebbero segnare il passo con significative contrazioni, soprattutto per i tradizionali prodotti come uova e colombe. E' quanto emerge dallo studio effettuato dall'Osservatorio commercio e turismo Fiesa – Confesercenti di Viterboe, che ha registrato come le prenotazioni di pacchi regali e le prime vendite dei tradizionali prodotti abbiano segnato un meno 10%.

Per quanto riguarda le carni, le ordinazioni vanno a rilento, risentendo della generale riduzione, anche per l’incertezza delle previsioni meteorologiche, mentre il consumo dell’abbacchio nostrano si è ridotto del 30% a favore di altre carni più economiche e provenienti dall’estero.

La Pasqua conferma, dunque, il quadro critico delle famiglie segnalato dalle rilevazioni Istat e dalle prime anticipazioni sui dati inflattivi di marzo, che indicano l’inflazione al 3,3%, rispetto a marzo 2011, mentre l’indice per gli alimentari evidenzia un aumento dei prezzi di 2,5%.

In un quadro di forte inasprimento fiscale che colpirà le famiglie e di aumenti trainati dai carburanti (la benzina che sale del 25,5% su base annua e del 2% su base mensile; il gasolio del 18,6%) i consumatori sono sempre più oculati negli acquisti delle specialità alimentari anche in occasione di ricorrenze molto sentite.

Fortunatamente cresce l’interesse di coloro che hanno dichiarato che gli acquisti dei prodotti nel periodo pasquale saranno all’insegna del prodotto tipico locale di qualità, ma si registra un calo della spesa media per abitante, che per le imprese corrisponde ad un calo di fatturato.




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