ANNO 27 n° 276
Crisi in Provincia - E' il "nemico invisibile" che può far male a Meroi

di Arsenico Lupin

Va bene che in periodo elettorale si fanno promesse. Però quando all'Udc hanno visto certe nomine fatte dalla Provincia hanno avuto un sussulto: "Ma poi, chi l'ha detto - ha pensato qualcuno - che in certi casi le promesse elettorali vanno mantenute?".

Loro che, da vecchi democristiani quali sono, tutto avrebbero trattato tranne la dignità dell'istituzione.

Ma certo non è stato per questo, o quantomeno non solo per questo, che l'amministrazione Meroi si è avviata verso una crisi di difficile soluzione.

In parte lo ha spiegato Bigiotti il malessere che ormai da tempo covava sotto la cenere: troppa burocrazia, la politica messa in secondo piano e le decisioni in mano ai dirigenti, mancanza di collegialità, azioni disordinate da parte dell'esecutivo e via dicendo. Sembra l'elenco di chi teorizza l'abolizione delle Province.

Insomma, tradotto nel linguaggio preferito da Arsenico, quello del popolo, mancherebbe il "manico".

La realtà è che l'Udc questa alleanza in Provincia l'ha più subita che voluta. C'erano le regionali e siccome la Polverini aveva concluso l'accordo con lo scudocrociato per La Pisana, le pressioni da Roma si erano fatte insopportabili. Tanto che, è bene rammentarlo, le liste furono presentate in tribunale con una sorta di "blitz", quando tutto il Pdl sapeva, e soprattutto aveva votato in tal senso, che l'allenza con l'Udc per Palazzo Gentili non ci sarebbe stata.

Tutti lo sapevano, tranne Meroi e Marini.

Marini in quanto coordinatore del partito, che probabilmente non ne poteva più dei richiami all'ordine provenienti dalla capitale. Meroi perché ci ha sempre creduto e lo ha sempre dichiarato apertamente. Ma forse anche perché soltanto l'idea di rischiare qualcosa proprio non gli andava giù. Del resto, a chi è che non piace vincere facile?

Questi i risultati: un anno di amministrazione-caos in cui, si dice nei corridoi della politica di destra e di sinistra, neanche Mazzoli degli utlimi sei mesi era arrivato a tanto.

Questa la situazione.

Una situazione che si prospetta double face: quella visibile dell'Udc e quella "invisibile" di quanti, dentro il Pdl, erano contrari a quell'accordo e non vedono l'ora di riversare contro Meroi tutto il veleno e i travasi di bile accumulati da allora.

Ed è proprio questo, il "nemico invisibile", il più pericoloso per Meroi, il "nemico" che potrebbe decretare la fine della legislatura.

Se infatti l'Udc, come sembra, percorrerà la strada della verifica fino alle estreme conseguenze, chi ci sarà a fare da sponda al presidente?

Non certo gli "invisibili" del Pdl, quelli che - testuale - "sogno che Meroi cada".

Ma saranno poi così invisibili?




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