ANNO 27 n° 272
Degrado in città: covi di topi, erba alta e strade colabrodo

VITERBO - Degrado in città: covi di topi, erba alta e strade colabrodo. E' drammatica la situazione che sono costretti ad affrontare gli abitanti degli appartamenti in una traversa di via Vico Squarano, a destra del bar "Mimmo". Come documentano le foto, nelle strade ci sono dei veri e propri "crateri" che con la pioggia si riempono d'acqua e da cui, come se non bastasse, fuoriescono anche i topi.

"La situazione è davvero sconvolgente per noi - afferma Franca, una signora che abita nel quartiere - per parcheggiare le nostre auto ogni giorno siamo costretti a fare gli slalom, rischiando di danneggiarle".

Alcune buche sono già state riparate dall'amministrazione comunale, ma la loro copertura è molto fragile, poiché denotano una mancanza di terreno nel sottosuolo, che comporta un elevato rischio di sprofondamento, come risulta chiaro dalle foto.

Questo è molto pericoloso, sia perchè le "sotto-buche" che vengono a crearsi formano delle tane perfette per animali indesiderati, sia perchè c'è possibilità che il manto stradale ceda ulteriormente e quindi che qualcuno si faccia male sul serio.

"Senza calcolare - afferma un'altra cittadina della zona - che qui, nelle pozze, vengono a giocarci i bambini".

Altro disagio per i cittadini sono le erbacce, che nella stagione estiva raggiungono livelli d'altezza elevatissimi: "Per fortuna c'è un ragazzo che abita qui vicino che ogni tanto se ne occupa - afferma ancora la signora Franca - sennò verremmo invasi dalle erbacce, perchè il tagliaerba del comune, purtroppo, si ferma prima in quanto dice che qui è suolo privato."

"Ma allora - dicono i residenti - se fosse realmente così, perchè durante le elezioni comunali le strade, in quel punto, sono state "rattoppate" ed è stata fatta un'opera di bonifica e poi più niente? E perchè, se veramente il terreno è privato, non si dice ai cittadini chi è il proprietario, cosicchè essi possano almeno parlare e discutere nel merito con una persona reale?".

 

di Daniele Sciarra




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