

VITERBO (F.L.) – Sono stati notificati due provvedimenti di misura cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle ex compagne a due stalker di Viterbo. I due, un 30enne e un 38enne, dovranno rispondere ora dei reati di stalking e violazione di domicilio aggravata nei confronti, rispettivamente, della ex fidanzata e della ex moglie.
Nel primo caso, nel particolare, le indagini della Squadra mobile, coordinate da Fabio Zampaglione, sono state fatte a giugno scorso, fino alla notifica del provvedimento avvenuta stamattina verso le 7,30 a carico del 30enne, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine per altri tipi di reati. Aveva avuto una relazione durata solo poche settimane con una ragazza più giovane, di 22 anni circa, sempre viterbese. Lei aveva deciso di lasciarlo perché era troppo violento ma lui non se ne era fatto una ragione. Aveva quindi iniziato a perseguitarla con sms e telefonate continue in cui, alle minacce e alle offese, seguivano i classici tentativi di recuperare il rapporto.
L’insistenza di lui, poi, si era manifestata attraverso pedinamenti ossessivi, nel negozio dove era impiegata e a casa. L’episodio più grave, per cui è poi scattato il reato di violazione di domicilio aggravata, si è verificato a tarda notte quando, dopo aver forzato la finestra, si è arrampicato fino al primo piano della palazzina dove vive la ex e si è disteso sul letto accanto a lei immobilizzandola. La prontezza della ragazza di gridare svegliando i genitori che dormivano nella stanza accanto ha permesso di cacciarlo fuori. Per convincerla a tornare insieme, era solito anche intrufolarsi nel condominio e dormire sul tappetino di fronte l’uscio di casa per aspettare che lei uscisse la mattina per andare a lavoro.
La denuncia e le successive indagini hanno portato alla misura cautelare notificata stamattina dal pm Fabrizio Tucci per i reati di violazione di domicilio aggravata e condotta persecutoria aggravata, perché realizzata nei confronti di un soggetto con cui c’era una relazione sentimentale.
Il secondo episodio, analogo, riguarda, invece, fatti accaduti nel 2011. Protagonista è un impiegato statale viterbese di 38 anni che non accettava la fine della propria relazione coniugale. La moglie, infatti, che probabilmente frequentava un altro uomo, lo aveva lasciato ed era rimasta nella casa in cui abitavano insieme con la loro figlia che ora ha 4 anni.
Anche in questo caso le minacce sono iniziate con messaggi e chiamate insistenti, era arrivato addirittura ad inviare più di 10mila sms nel giro di quattro mesi. Era passato, poi, a vere e proprie intrusioni in casa per controllarla e aveva iniziato a perseguitare la donna anche con metodi subdoli. Utilizzava, infatti, la figlioletta come mezzo di ricatto, minacciando la ex moglie di toglierle l’afidamento attraverso filmati di cui sarebbe stato in possesso. Non ultime, poi, le violenze fisiche: schiaffi e pugni che in varie occasioni le hanno provocato lesioni che sono state refertate al pronto soccorso. Le aveva anche distrutto la fiancata dell’auto, vantandosi del gesto con una vicina di casa.
Fino a che la donna, dopo un calvario durato diversi mesi, si è rivolta alla polizia e lo ha denunciato. Anche per il 38enne, dunque, a seguito delle indagini della Squadra mobile e dopo averlo rintracciato nel sud Italia dove stava trascorrendo le ferie, è stato notificato lo stesso provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, che comprende anche il divieto di contattarla telefonicamente. E per vedere la figlia dovrà ora chiedere tramite avvocato l’autorizzazione al giudice.