

VITERBO – Con il deposito delle firme a sostegno dei tre contendenti, avvenuto ieri sera, è di fatto iniziata la sfida delle primarie ''open'' a 3 per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra.
Leonardo Michelini, presidente della Coldiretti, è quello che ha raccolto il maggior numero di firme (839), seguito da Francesco Serra (676) e da Raffaella Valeri (359). Il quarto candidato, Massimiliano Capo, ha annunciato il suo ritiro dalla competizione l'altro ieri pomeriggio.
Alle primarie, fissate per il 7 aprile, potranno votare tutti i residenti a Viterbo e gli stranieri dotati di permesso di soggiorno. Per partecipare al voto bisogna versare un contributo di un euro.
Il vincitore sfiderà gli aspiranti sindaco delle altre formazioni politiche o che hanno dato, o stanno dando, vita a liste civiche.
Il fronte del centrodestra è ancora avvolto nella nebbia. Di nomi di possibili candidati a sindaco ne sono circolati molti: da Gioia Maria Scipio, in quota Fratelli d'Italia, al sempre presente Giovanni Arena; dall'assessore provinciale Paolo Bianchini, anch'egli ''fratello'' d'Italia, all'ex consigliere regionale Francesco Battistoni. Ma con il passare dei giorni, si va rafforzando la ricandidatura del sindaco uscente Giulio Marini. Una scelta, quest'ultima, dettata più dalla mancanza di alternative spendibili che dalla volontà del medesimo Marini di tentare il bis a Palazzo dei Priori. Sullo stesso fronte, resta da chiarire quale sarà l'atteggiamento della Destra di Francesco Storace, a Viterbo guidata da Andrea Scaramuccia. Un partito irrequieto, la Destra, che invoca un profondo rinnovamento dei quadri politici e, almeno fino a poco tempo fa, chiedeva a gran voce le primarie per la scelta del candidato sindaco della coalizione. Una prospettiva che ormai sembra definitivamente tramontata.
Il centrodestra, tra l'altro dovrà care i conti con gli aspiranti primi cittadini di destra-destra, sebbene si presentino sotto le vesti civiche. Ha infatti annunciato la propria candidature Filippo Rossi, che dal Msi è approdato in An, quindi al Pdl, poi al Fli di Gianfranco Fini e, un paio di mesi fa, ad Impegno Civico di Mario Monti. Ora si presenta con una propria lista: ''Viva Viterbo'', che si professa equidistante da tutti i partiti, brutti, sporchi e cattivi. Anche Chiara Frontini, ex assessore della giunta Marini, ha annunciato la propria candidatura a sindaco con una formazione civica: ''Viterbo 2020''.
Insomma, il Pdl e al centrodestra in genere, dovrà vedersela con la destra-destra che potrebbe risucchiare un certo numero di voti dallo stesso bacino elettorale.
Tutti, da centrosinistra al centrodestra alle varie formazioni civiche, infine, dovranno vedersela con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, che da tempo ha scelto il proprio candidato sindaco, Gianluca De Dominicis, e che, attraverso una sorta di primaria interna, svolta via internet, avrebbe già completato la lista. I grillini made in Viterbo avrebbero già completato, o quasi, anche la raccolta delle firme per partecipare alle elezioni.
La presenza dei Cinque Stelle, che alle politiche del 24-25 febbraio scorso ha ottenuto in città 12.567 voti, per scendere a 6.667 alle Regionali, perdendo lo stesso giorno circa il 50% dei consensi, potrebbe sparigliare tutto, imprimendo alle comunali una svolta tanto inattesa quanto clamorosa.