ANNO 20 n° 238
Di Luisa campione senza combattere
Vince il titolo dei supermedi, Velardo si ritira in preda a una crisi di panico
28/09/2014 - 17:53

di Domenico Savino

VITERBO – Vince senza combattere. Andrea Di Luisa è il campione dei pesi supermedi. Il suo avversario Diego Velardo ha rinunciato all’incontro. Un attacco di panico alla base della decisione di non salire sul ring: una crisi di pianto e nervi, un crollo psichico. Di conseguenza tutto resta nelle intenzioni. Di Luisa alza la cintura, non gli era mai capitato senza colpo ferire: neanche il brivido di sentire l’adrenalina del ring. Lo speaker chiama i due pugili, Di Luisa accompagnato dal calore del Palamalè entra: è concentrato, vuole fare bene. Diego Velardo non si presenta: è chiuso nel suo spogliatoio in preda alle sue paure. Non vuole combattere, non se la sente nonostante in palio ci sia la cintura italiana dei supermedi. Potrebbe essere l’occasione della sua carriera, ma Velardo getta la spugna prima ancora di prenderla in mano. Sul ring il presentatore ha chiamato la autorità, il presidente della Lega Pro Boxe, Nori. E’ tutto pronto, ci sono le bandiere, c’è la cintura che fa bella mostra di sé, tranne Velardo.

Eppure qualche sentore che finisse per “walk over” c’era stato. La serata era iniziata in perfetto orario con i sottoclou e si attendeva il match tra Di Luisa e Velardo intorno alle 21,30. Ma il tempo passava e sul ring non si vedeva nessuno. Lo speaker faceva chiari segni: si doveva iniziare. Poi arriva la presentazione di Andrea Di Luisa: il pubblico di Viterbo lo acclama, lui entra accompagnato dalla musica di un gruppo viterbese “I mosconi”. Velardo è ancora negli spogliatoi: viene chiamato ma non si presenterà mai. O meglio il ring lo ha visto ma solo da lontano, quando ha scorto le telecamere è andato in crisi. Il pubblico fischia, evidentemente non gradisce.

Tuttavia si deve cominciare: è un pro forma, suona il gong, Di Luisa alza le braccia al cielo. E’ il campione senza combattere. Il pugile non è a suo agio nel commentare la vittoria: “Sono davvero mortificato – dice mentre stringe la cintura in mano -. Sono dispiaciuto nel non aver potuto dare la dimostrazione che ero tornato. Volevo dare un grande spettacolo con Diego ma non è stato possibile”. Davvero peccato: uno spot bruttissimo per la boxe, anche se la colpa non è degli organizzatori che hanno messo a punto una serata perfetta.

I tanti tifosi del Palamalè hanno poi assistito al match di Emiliano Marsili e Gyorgy Mizsei. Il pugile di Civitevecchia si conferma campione dei pesi leggeri: il verdetto dei giudici è unanime per il ''Tizzo''.

Nei sottoclu vittoria per ko alla seconda ripresa del lettone Ivans Levickis, che ha battuto Alessandro Caccia (pesi welter). Il match è durato pochissimo: un colpo violento di Levickis ha steso Caccia (il pugile di Ferrara era imbattuto in dodici incontri). Nell’altro match vittoria per decisione tecnica Alessandro Sinacore: l’incontro è stato sospeso nel quarto round dopo che Sinacore aveva riportato un vistoso taglio sul sopracciglio. Si è andati ai punti e i giudici hanno decretato il successo di Sinacore.




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