

Riceviamo e pubblichiamo
Ieri ho avuto la fortuna di partecipare al convegno organizzato dalla C.G.I.L. , che ringrazio, sul tema delle energie rinnovabili e contro il ritorno al nucleare.
Una preziosa occasione di approfondimento per un tema di assoluta centralità nel dibattito sul nostro futuro.
Una questione che dovrebbe avere piena “cittadinanza” e forte risalto in questo nostro congresso.
“La terza rivoluzione industriale”: è stato questo il focus della discussione. L’avvio di un modello di “terza rivoluzione industriale” è possibile, con i debiti paragoni, anche nella Tuscia. Questa deve e può essere una delle sfide cardini del P.D. che vorremmo. La proposta, cioè, di un modello distribuito di energia da fonti rinnovabili che sappia tradursi in una diversa distribuzione della ricchezza ed in nuove opportunità di lavoro. L’acuirsi della disuguaglianza nel mondo dipende in larghissima parte dalla concentrazione delle risorse energetiche fossili. Questo fattore ha determinato 3 grandi crisi: energetica, ambientale e sociale.
Occorre cambiare passo e lavorare, davvero, per radicare nei nostri territori una nuova cultura ed uno nuovo sistema di vita più equo e sostenibile. Nella Tuscia, secondo i dati forniti, sono circa 1300 i mega di energia pulita già autorizzati, o in via di autorizzazione ed istruttoria. Quasi la potenza di un impianto nucleare (1600 mega). Ciò dovrebbe farci riflettere ed il P.D. dovrebbe candidarsi ad essere il primo veicolo di questa necessaria transizione e “rivoluzione”. Ovviamente armonizzando la produzione energetica “pulita” con la salvaguardia territoriale e paesaggistica e con gli altri due grandi cicli, quello dell’acqua e quello dei rifiuti.
Dovremmo ripartire da qui e sfidare i nostri avversari politici su questo terreno. Io lo farò, convinto che questa sia davvero la battaglia per un P.D. utile e capace di esprimere pensiero.
Alessandro Dinelli