ANNO 27 n° 281
Donna morta dopo il parto cesareo: ricostruiti dal marito gli ultimi minuti di vita

Quattro giorni prima aveva dato alla luce una bambina con un parto cesareo, era stata dimessa da Belcolle e stava per salire nell'auto del marito parcheggiata nel piazzale antistante l'ospedale. E' stata questa l'ultima azione di Sara Pelosi, 38 anni, di Ischia di Castro, che è morta facendo sprofondare la famiglia dalla gioia incontenibile per la nascita della bimba al dolore più profondo.

Mentre saliva in auto la donna ha mprovvisamente avvertito giramenti di testa e difficoltà respiratorie. Il marito, dopo aver adagiato la figlia nella culla sul sedile posteriore, l'ha aiutata a salire in macchina e si è diretto al pronto soccorso, distante circa 250 metri.

I medici che l'anno presa in cura si sono subito resi conto che versava in condizioni gravissime, hanno tentato di rianimarla ma, pochi minuti dopo è spirata.

Questi, secondo la ricostruzione fatta dallo stesso marito, gli ultimi convulsi momenti di vita di Sara Pelosi, 38 anni,residente a Ischia di Castro, morta pochi minuti dopo che era stata dimessa dal reparto di ostetricia e ginecologia.

La procura della Repubblica di Viterbo ha immediatamente aperto un'inchiesta ed ha disposto l'esecuzione dell'autopsia, che dovrebbe essere compiuta domani. I Carabinieri del Nas si sono recati a Belcolle per sequestrare la cartella clinica ed eseguire i primi accertamenti. Anche la Asl ha disposto un'inchiesta interna.

"Vogliamo verificare – ha detto ildirettore generale Adolfo Pipino – che siano stati rispettatitutti i protocolli e che, come ritengo, non ci sia stata alcuna omissione da parte del nostro personale".

La donna, al momento di lasciare l'ospedale, stava bene, aveva conversato con le infermiere ed aveva detto loro di non vedere l'ora di tornare a casa e riabbracciare il figlio maschio nato alcuni anni prima. Secondo quanto si è appreso, il decorso post-cesareo era stato assolutamente normale, tanto che il giorno precedente lei stessa aveva chiesto ai medici se fosse stato possibile essere dimessa. Le è stato risposto di no perché i protocolli per i parti cesarei prevedono quattro giorni di degenza. Prima delle dimissioni, inoltre, era stata sottoposta ad una visita ginecologica che non ha evidenziato alcun problema.

Il referto del pronto soccorso parlerebbe di arresto cardiocircolatorio. Non si esclude che possa essere stato causato da un'embolia polmonare. Un evento raro, quest'ultimo, ma noto. Uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine ha evidenziato che su 50mila donne prese in esame 76 hanno avuto trombosi venosa profonda e 24 embolia polmonare nel periodo post-parto.




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