

Riceviamo e pubblichiamo:
VITERBO - Tralasciando il fatto che in proporzione ci sono quasi più candidati che votanti, ennesima dimostrazione di quanto sia ancora agognato “il posto al sole” tanto schifato a furor di popolo alle ultime elezioni nazionali. Basti ricordare la folla per lo Show, perché solo tale si può definire, di Grillo a Piazza del Teatro per arrivare alle chiacchiere da bar passando per i discorsi di sedicenti analisti politici che si sono svegliati ieri e credono di avere tutte le risposte in tasca, mentre il resto del mondo è stupido per non essere giunto alle loro stesse conclusioni.
Si potrebbe poi riflettere, anche a livello nazionale, sul fatto che essere donna, giovane, gay, di colore o una minoranza di qualsiasi tipo non sia necessariamente un valore politico. Come non lo è essere noti, in un piccolo paesino quale siamo, per la movida, l’organizzazione di eventi… i Valori Politici sono ben altri.
Potremmo anche andare a scomodare le polis e ricordare che poteva occuparsi di politica solo chi non era “portatore di interessi particolari” ovvero chi non poteva trarre giovamento personale dalla politica, perdendo di vista quello che dovrebbe essere il bene comune. E questo concetto mi sembra lo abbiano rimosso in tanti…
La cosa che però più mi sconvolge è vedere come una grande quantità di persone che ritenevo intelligenti si sia lasciata infinocchiare da tutta una serie di slogan, promesse, 'infiocchettamenti' e parole vuote ma che tanto rimandano ad una propaganda goebbelsiana organizzata nei minimi dettagli, e tessuta da tempo con attenzione ai dettagli e un modus agendi che denota sì capacità notevoli, ma nell'aggirare il prossimo piuttosto che nel conseguire quel bene comune di cui sopra. E tutti sembrano ubriachi di questa idea di cambiamento epocale e radicale, persi in queste farneticazioni e incapaci di scendere dalle nuvole e vedere la dura realtà: il cambiamento si ottiene con altre modalità e con la volontà dal basso, non con una libertà che suona tanto di concessione da chi, da molto tempo, punta solo alle poltrone e alle amicizie che contano.
E tutto, come le poche iniziative che propone questa città, spesso autoreferenziali e che sfruttano artisti e giovani a “lavorare” gratis nonostante godano di ingenti finanziamenti pubblici e privati, si riduce a vetrina, sfoggio di sé per poter dire “anche io c’ero”, ma da domani si torna alla Viterbo di sempre.
“Bisogna che tutto cambi affinché tutto rimanga com'è”.
Elisa Rotellini