ANNO 27 n° 267
Durante blitz per droga, scoperto tombarolo

VITERBO - Oltre mille euro in contanti, 10 grammi di cocaina, sostanze per tagliare la droga, un bilancino di precisione, un coltello ed un numeroso quantitativo di reperti archeologici risalenti all'epoca etrusca e villanoviana. E' questo il materiale sequestrato dai carabinieri della compagnia di Viterbo venerdì notte, durante un’operazione denominata “Ferento” a Grotte Santo Stefano, che ha portato all'arrestato di 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e alla denuncia del proprietario del magazzino dove i pregiudicati si riunivano, con l'accusa di detenzione di reperti archeologici, presumibilmente provenienti da scavi clandestini.

I carabinieri già da tempo stavano seguendo i movimenti di tre romani, che ogni fine settimana si recavano nella zona artigianale della frazione di Viterbo per spacciare la droga, i cui assuntori principali erano gli operai dell’area industriale. Dopo un lungo appostamento, i militari hanno fatto irruzione nello stabile, all’interno del quale hanno trovato i quattro spacciatori, fra cui il proprietario del magazzino, e quattro consumatori, già pronti ad usare buona parte della loro busta paga per acquistare la droga.

Nel capannone, la cocaina pura stava per essere tagliata in circa 50/60 dosi e venduta agli assuntori presenti, tutti fra i 22 e 38 anni, che sono stati segnalati alle autorità competenti. Durante le perquisizioni, però, i carabinieri hanno trovato anche numerosi reperti archeologici risalenti ad oltre 3000 anni fa che, dopo l’intervento del TPC (Tutela Patrimonio Culturale) di Roma, sono stati consegnati alla soprintendenza dei beni archeologici per la stima del valore complessivo e una datazione più precisa.

Il materiale rinvenuto era nascosto all’interno del capannone e nell’abitazione del suo proprietario a Grotte Santo Stefano: fra i pezzi di maggiore valore c’erano un cratere (grande vaso in cui si miscelavano acque e vino da servire nei banchetti), che l’uomo stava per piazzare sul mercato nero ad una somma molto superiore ai 70mila euro, offerta poi rifiutata, una spilla bronzea di epoca villanoviana ed un’urna cineraria.

La droga, i reperti archeologici ed il denaro sono stati posti sotto sequestro.




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