

VITERBO – E’ morto un uomo mite, giusto, buono, generoso, cultore di pace. Un uomo di Dio. Questa mattina (2 giugno) si è infatti spento don Giovanni Bitti, parroco della Sacra Famiglia nel popoloso quartiere del Carmine e, per oltre trenta anni, parroco di Canepina. Era ricoverato nella casa di cura Villa Rosa da alcune settimane per una grave malattia.
La notizia della morte di don Giovanni ha suscitato una grande commozione tra i suoi attuali parrocchiani e tra i canepinesi che continuavano a considerarlo il loro parroco “emerito”.
Don Giovanni è stato per decenni impegnato anche nell’Unitalsi e nella Caritas diocesana, dove si occupava soprattutto di assistenza agli immigrati.
Nato a Vejano, dopo un breve periodo trascorso a Viterbo come vice parroco, è stato inviato a Canepina, dove è rimasto fino ai primi anni Duemila.
Nel comune Cimino, don Giovanni ha svolto gran parte della sua attività pastorale ed ha insegnato a lungo nelle scuole elementari e medie. A lui si deve il restauro della cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, chiusa per un interminabile restauro quando arrivò in paese. Successivamente riuscì a restaurare e a riportare all’originale splendore la chiesa di Santa Maria del Fossitello, comunemente chiamata San Michele Arcangelo, annessa all’ex convento dei carmelitani. Negli anni successivi trovò il modi di recuperare le chiese della Modonna delle Grazie, di Santa Corona, di San Giuseppe. Ha costruito il centro don Bosco e una sala parrocchiale. Ha recuperato quadri e opere d’arte di grande pregio. Ha reso bella e viva la sua parrocchia. La sua chiesa.
Ma il vero capolavoro di don Giovanni è stata la ricostruzione della comunità canepinese, profondamente lacerata, in quegli anni, a seguito di una violenta e pretestuosa contestazione politica nei confronti del suo predecessore. Un episodio gravissimo, che aveva spaccato in due la popolazione.
Don Giovanni, con la sua bonaria semplicità, che in realtà nascondeva un carattere forte e determinato, riuscì a ricomporre la spaccatura. A “disarmare” guelfi e ghibellini. Animatore di mille iniziative di solidarietà, promotore di innumerevole opere di carità, gran parte delle quali tenute secrete, don Giovanni ha segnato un’epoca di conciliazione e di amicizia di cui tutti gli sono grati.
“E’ stato un maestro di vita per diverse generazioni di canepinesi – dice commosso il sindaco Maurizio Palozzi -, un uomo di grande spessore umano e religioso. Esprimo alla sorella, al cognato e ai nipoti il cordoglio mio personale, dell’intero consiglio comunale e di tutta la popolazione canepinese”.
I funerali di don Giovanni – don Giovannino per gli amici – dovrebbero tenersi venerdì nella sua parrocchia.
Alla famiglia di don Giovanni giungano le condoglianze e la partecipazione di ViterboOggi.it.