ANNO 27 n° 277
Eccidio delle Fosse Ardeatine, "Sconcertante il comunicato dei giovani del Pd"
Riceviamo e pubblichiamo

Appare sconcertante il comunicato nel quale i giovani del Partito democratico accusano, sull'onda dell'Anpi, Azione giovani di "palese strumentalizzazione" e di "marcato revisionismo nell’esporre la tragica vicenda storica che non può non evincersi da quelle poche righe".

Poche righe che sono state sviluppate nello sconcertante, ripeto, comunicato dei Giovani democratici, che ha inquadrato storicamente l'attacco partigiano di via Rasella ed il conseguente eccidio delle Fosse Ardeatine, non aggiungendo nulla alla cronaca dell'eccidio stesso. Sconcertante il comunicato dei giovani del Pd perchè innanzitutto accusa pretestuosamente Azione giovani di nascondere "le vere vittime, i partigiani", cosa del tutto falsa, forse essi non hanno neanche letto il comunicato dei loro "colleghi" di destra, dovendo escludere che abbiano voluto mentire deliberatamente o che non siano stati in grado di comprenderne il testo.

Azione giovani è stata inoltre accusata di occultare le corresponsabilità dei fascisti, ora dal resoconto dei Giovani democratici si potrebbe evincere che essi abbiano fatto la medesima cosa; non si capisce per quale motivo un movimento giovanile di un partito (prima An e poi Pdl), che ha tra i valori fondanti l'antifascismo, si debba continuamente affrancare dal fascismo stesso.

Federico Brusadelli scrive su Farefuturo Web Magazine: "Alla commemorazione per i martiri delle Fosse Ardeatine, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha voluto sottolineare, ancora una volta, il «valore della memoria» come unico strumento «per fare in modo che non si dimentichino gli orrori dei totalitarismi» e per «costruire una coscienza democratica solida».

Senza dimenticare che «ancora negli anni Settanta hanno insanguinato questa città: dobbiamo fare in modo che ci sia un rifiuto netto di tutto quello che nega la democrazia e la tolleranza fra le persone». Al Mausoleo sulla via Ardeatina c’erano anche, il presidente della Repubblica, il capo della comunità ebraica di Roma, il presidente della Provincia e il presidente della Camera. E proprio Gianfranco Fini, ricordando a Montecitorio Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, ha voluto citare una frase di Piero Calamandrei: «Era giunta l’ora di resistere, era giunta l’ora di essere uomini, di morire da uomini per vivere da uomini». Perché, ha aggiunto, «a questi uomini che vollero vivere da cittadini liberi in un paese libero, deve sempre andare la gratitudine degli italiani».

Ma alcuni credono che, a destra, oltre le parole dei leader, non ci sia nulla. Invece no. Questo bisogno di memoria condivisa, questa ricerca di vera pacificazione nazionale non è un’istanza portata avanti “dall’alto”: è un sentimento largamente diffuso anche nella “base”. E a dimostrarlo, oggi, c’è un esempio che viene da Viterbo, dove Azione Giovani ha deciso di ricordare le vittime del massacro delle Fosse Ardeatine, con una cerimonia a Santa Maria del Paradiso.

Per qualcuno sarà forse una sorpresa. Ma Paolo Tozzi, presidente provinciale di Azione giovani, spiega che la cerimonia è stata organizzata «perché ci sembrava giusto ricordare oggi questi morti, nostri connazionali».

Per qualcuno, invece, non è ancora abbastanza: proprio commentando il comunicato stampa di azione giovani, l’Anpi di Viterbo ha voluto sottolineare che «nonostante le espressioni di biasimo per l’eccidio, nonostante lo sdegno e la compassione per le vittime, su questi fatti storici ci si continui a muovere nel solco della disinformazione e del revisionismo strumentale.

Occorre ribadire che ogni celebrazione dei 335 caduti delle Ardeatine non può prescindere dalla ricostruzione corretta delle vicende che portarono al loro martirio». Ma sono osservazioni a cui Tozzi non vuole replicare «per non sollevare polemiche inutili in questa giornata». Con la speranza di essere ormai a pochi passi da quella vera pacificazione nazionale che l’Italia aspetta da troppo tempo."

Credo che da Italiani si debba solo ringraziare Azione giovani, che si è dimostrata il movimento di una destra moderna e democratica, per l'importante servizio sociale svolto, Ag ha capito il valore di una memoria condivisa, di una vera pacificazione nazionale, come imparare dalla storia per guardare al futuro.

Al contrario i Giovani democratici, non partecipando alla commemorazione a cui erano stati personalmente invitati e montando invece questa pretestuosa e sterile polemica, non sono sembrati poi così democratici e piuttosto legati ad una vecchia ideologia di sinistra, gelosa di una memoria creduta erroneamente proprietà esclusiva di una sola parte del Paese, memoria peraltro loro ricordata proprio dai giovani di destra. Grazie ragazzi di Azione giovani, voi siete il futuro dell'Italia.

Emanuele Sabatini, cittadino italiano



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