ANNO 27 n° 277
Educazione alla salute, la Ausl all'Istituto Manzoni di Montefiascone

VITERBO - Convincere i ragazzi a mangiare cibi sicuri e legati all’ambiente e al territorio nel quale vivono, magari influenzando anche i comportamenti dei loro genitori, si può. Basta saper comunicare nella giusta maniera, far comprendere quanto sia importante per la loro crescita che si facciano sostenitori e promotori di una corretta cultura della salute e utilizzare, in maniera intelligente, gli spazi sociali nei quali si muovono e interagiscono quotidianamente. Come la scuola.

Partendo da questi presupposti il Servizio veterinario della Ausl di Viterbo, area Ispezione alimenti di origine animale, in collaborazione con l’Istituto comprensivo statale di Montefiascone, ha progettato, per il secondo anno consecutivo, un percorso didattico di educazione alla salute al quale hanno partecipato ben 256 alunni delle classi prime, seconde e terze della scuola secondaria falisca di primo grado.

Il responsabile del progetto è il dottor Vincenzo Prosciutti il quale si è avvalso della collaborazione dei colleghi veterinari aziendali Enrica Martini, Massimo Palazzotti e Roberto Buzzico. Determinante, infine, si è rivelato l’impegno garantito dal dirigente scolastico dell’Istituto, Maria Patrizia Gaddi, e dalla professoressa Carla Bartoli.

“Proprio in questi giorni – spiega Vincenzo Prosciutti – abbiamo finito di analizzare i dati relativi ai questionari di verifica sottoposti ai ragazzi al termine delle 30 ore nelle quali abbiamo tenuto con loro incontri di didattica frontale e incontri di didattica interattiva. Ebbene, i risultati emersi dai test sono per certi versi entusiasmanti. Abbiamo, in pratica, centrato l’obiettivo di diffondere tra gli studenti una visione dell’alimentazione legata al contesto socio-economico del comprensorio del Lago di Bolsena, facendo loro acquisire la conoscenza dei prodotti della pesca e dei prodotti dell’alveare, per stimolare le capacità decisionali di scegliere questi alimenti nella loro dieta”.

Un dato rilevante sul coinvolgimento delle famiglie degli alunni si è registrato, poi, alla domanda “hai riferito o commentato a casa con i tuoi genitori o con i nonni degli argomenti scolastici di cui ti hanno parlato i veterinari?”. Infatti, il 73% degli alunni delle classi prime ha risposto in modo affermativo, nelle classi seconde il sì è arrivato all’85%, un po’ meno nelle classi terze i cui studenti hanno risposto positivamente per il 47%.

“La finalità più rilevante del progetto – conclude Prosciutti -, quella dell’attivazione di comportamenti corretti nei confronti delle scelte alimentari, è stata raggiunta con successo. Abbiamo, infatti, osservato un cambiamento nella consapevolezza e nell’atteggiamento dei ragazzi del Manzoni. D’altra parte questo aspetto mi era già parso chiaro lo scorso quattro giugno, nella giornata conclusiva del percorso didattico che ha visto la partecipazione di tutti i 256 studenti riuniti presso la palestra della scuola. Proprio in occasione della conferenza finale, infatti, gli alunni hanno realizzato una mostra didattica con cartelloni, schede e con disegni prodotti in classe e, attraverso i loro elaborati, hanno sintetizzato gli aspetti più salienti del percorso educativo. Per tutti noi operatori coinvolti, è stata un’immensa soddisfazione”.




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