ANNO 27 n° 260
Egidi: ''Il partito deve restare unito''
Il bis del segratario che ringrazia l'avversario Alessio Trani: ''Ci ha arricchito''
07/11/2013 - 04:01

VITERBO – I delegati arrivano alla spicciolata. La sala Niccolò V si riempie con il passare del tempo. Giuseppe Fraticello è il gran cerimoniere del congresso provinciale del Partito democratico. Invita i vari esponenti a prendere posto perché dopo oltre mezz’ora di attesa è il momento di iniziare. Il congresso ratifica quanto già era previsto. Andrea Egidi viene confermato alla segreteria; il suo sfidante Trani (ala renziana) si deve accontentare del 26% dei voti. Un successo netto, palese.

Ad assistere al bis di Egidi ci sono tutti coloro che lo hanno appoggiato e che nei mesi precedenti hanno accompagnato in modo sostanziale la campagna elettorale che ha consentito ai democrat di prendere il governo della regione prima e del comune capoluogo poi. Ci sono i consiglieri regionali Valentini e Panunzi, ci sono i nuovi abitanti di Palazzo dei priori, Alvaro Ricci, Luisa Ciambella, il responsabile enti locali Pierluigi Bianchi consiglieri Troili, Mongiardo, Minchella, Fabbrini, Bizzarri. E tanti altri delegati. Non si sono visti Fioroni e Sposetti. C’è soprattutto il sindaco Leonardo Michelini, poi mentre parla Egidi arriva il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti. E il primo a prendere la parola è il sindaco Michelini. Il suo è un messaggio a dialogare e discutere sui punti che uniscono e non su quelli che dividono.

Poi tocca a Egidi che ha parole di ringraziamento per tutti coloro che sono stati al suo fianco, ma in particolar modo per Alessio Trani “con lui il partito si è arricchito”. Poi passa alla propria idea di congresso e di partito: “Fino a qualche settimana fa si pensava che il congresso fosse nuovamente il momento per scegliere il candidato premier del centrosinistra. E invece è cambiato il corso degli eventi politici. Negli ultimi giorni è venuto fuori il vero significato del congresso e cioè un momento fondante per un partito, il luogo in cui si costruisce una nuova classe dirigente che riesce definitivamente a centrare l’obiettivo che ci eravamo posti nel 2007 quando abbiamo fondato il Pd. Vogliamo definitivamente superare questi venti anni di berlusconismo. Il Pd deve tornare ad unire, a chiamare a raccolta i giovani, a mobilitare le passioni. Il nostro deve essere un partito unito in cui un ventenne possa trovare il luogo in cui battersi per una società migliore”. Appena eletto Egidi nomina il suo vice: è una donna, si chiama Manuela Benedetti e già ha fatto parte della segreteria provinciale

Prima della proclamazione per alzata di mano di Aldo Fabbrini come presidente dell’assemblea, è intervenuto Nicola Zingaretti. Il Governatore ha elogiato la prova di compattezza fornita dal partito in occasione delle elezioni regionali: “Il differenziale con le politiche è del 12%, vuol dire che siamo riusciti a reagire e ad incarnare un’aspirazione di innovazione e cambiamento che ci chiedevano gli elettori. In fondo lo scorso anno di questi tempi a Viterbo e in regione governava il centrodestra. Ma ora arriva il momento dell’esame più difficile: quello del buon governo utile alle persone”.

Zingaretti ribadisce il patto per Viterbo “è un impegno che è stato preso e che porteremo avanti” e le azioni poste in essere per il distretto ceramico di Civita Castellana. Poi snocciola i numeri: “Abbiamo trovato una situazione complessa in regione. Il Lazio ha dieci miliardi di debiti finanziari coperti da mutui a fronte di un bilancio di 1,7 miliardi di euro. Poi ci sono 12 miliardi di debiti con comuni, imprese e province. Con queste cifre è difficile muoversi ma noi lo abbiamo fatto lo steso riuscendo a mettere in circolo oltre otto miliardi di liquidità”. Infine il messaggio va in direzione dell’unità: “Serve un partito unitario, non una confederazione di correnti, in cui ci si sta perché si è convinti di stare”.

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