

VITERBO - “Solo due anni fa eravamo qui, insieme, a parlare della bellissima esperienza di Hocus Pocus, in piazza san Pellegrino… senza poter immaginare cosa sarebbe stato dell'attività della Teatro di Carta!”.
Ad intervenire sulla chiusura del cinema Trieste, on amarezza ma anche con grande determinazione, è Elda Martinelli, responsabile dell’Associazione Culturale che da vent’anni promuove attività teatrali sul territorio, soprattutto con giovani e giovanissimi.
“Cosa penso di tutto questo? Un boccone duro da mandar giù… Apparentemente senza senso: e con la tristezza di aver lottato per mesi senza sentire il sostegno di tutte quelle istituzioni con le quali e per le quali ho lavorato… senza una telefonata da parte di tutti quei teatranti o intellettuali che dicono di fare o amare il teatro e che raramente ho visto, anche se spesso invitati, negli oltre 200 spettacoli (tra saggi scolastici e allestimenti dell’Associazione) portati in scena sul palco del Trieste o in città o in provincia, dal ’93 a oggi”.
Sì, perché, per chi ancora non lo sappia, dopo gli articoli web e stampa partiti a gennaio, il Cinema Teatro Trieste ha chiuso. E non per la crisi. Ha chiuso e basta, senza una apparente ragione. In una assurda serata, piena di gente incredula e disinformata che aveva risposto alla proposta di una ultima visione gratuita del meraviglioso film The Artist da parte di Michele Sessa, per vent'anni ineccepibile gestore della sala, con il padre Paolo.
“Credo che solo a Viterbo, nella Viterbo laica o clericale, pronta a criticare senza sapere, così spocchiosa e pigra … solo a Viterbo credo accada che una cosa la quale funziona tanto bene e da tanto tempo, gestita senza aiuti delle istituzioni ma solo dalla forza e dalla volontà delle famiglie, unica nel suo genere e direi preziosa per tanti bambini e ragazzi (un migliaio e forse più, passati in questi anni su quel palco, proprio sotto la guida di Elda Martinelli n.d.r.) debba essere stroncata, togliendole la sede delle prove e dei numerosi felici debutti! A fine gennaio avevamo presentato la consueta replica di beneficienza che ogni anno i bambini della Compagnia dei Piccoli offrono: quest’anno riproponendo Il Mago di OZ, in collaborazione con l’Associazione don Armando Marini, per raccogliere fondi da inviare all’Ospedale Pediatrico di Kimbond. E ancora il fortunatissimo debutto di Volpone, di Ben Jonson: un meraviglioso e attualissimo testo portato in scena dai ragazzi più grandi, con la partecipazione di Arcangelo Corinti, a febbraio. E l’ultimo, per la scuola Ellera, solo mercoledì scorso. Ci fosse un altro teatro dove andare, a Viterbo!“.
E così continua la regista e sceneggiatrice che anima da anni la vita teatrale in tante scuole viterbesi: “La cosa è ancor più incredibile e dolorosa se si pensa che prima di avviare questa attività per volontà di don Sebastiano Fasone, nel ’93, ci sono stati per la sottoscritta altri vent’anni di attività, dentro il Cinema Trieste: da quando Ferruccio Gatta mi prese nel ’69 nella sua “Compagnia dei Piccoli”. E ancora per tutti gli anni di sperimentazione teatrale fatta con la Compagnia Tagéte, fondata da me, da Michele Palazzetti e da un giovanissimo Alfonso Antoniozzi, nel ’78. Sarà un lutto non facile da elaborare”.
Arriva quindi la domanda se questa chiusura del cinema Trieste possa essere anche la fine dell'attività, per la compagnia “Teatro di Carta”.
E subito, battagliera come sempre, la Martinelli è categorica: “No, certo che no. Ne abbiamo presi di ceffoni dalle cose della vita. Quanti! Ma forse aver lavorato felici e prolifici, sempre senza aiuti (promessi molte volte e mai arrivati!) ci ha fatto diventare più forti. E credo che non sia un caso che avessi già scelto e iniziato a lavorare per il prossimo allestimento della Compagnia dei Piccoli, che come sempre e più di sempre debutterà a dicembre. Dove, lo vedremo. Si tratta di Robin Hood, il vero e storico Robin Hood, poco a che fare con Walt Disney. Quello che per motto aveva “Ribellati e ribellati ancora: finché gli agnelli non diventeranno leoni!”.
Difficile non pensare che non sia anche il 'manifesto' della sua vita. Almeno di quella artistica.
I prossimi spettacoli? La Martinelli ancora non è in grado di dire dove si faranno. Con la chiusura del Trieste gli spazi si restringono ulteriormente, se non addirittura si annullano.
In attesa della manifestazione di solidarietà di domani davanti al cinema, e magari di qualche buona novella, intanto la regista viterbese coltiva le mille idee dei suoi spazi mentali. Il resto, come sempre, arriverà. Per lei e per i tanti ragazzi che forma e che la seguono.