ANNO 27 n° 262
Elezioni Rsu: chi vince, chi perde e dove
Ecco il quadro complessivo dei risultati e i commenti dei segretari di Cgil, Cisl e Uil
10/03/2012 - 04:00

VITERBO – Tra avanzamenti e arretramenti delle singole sigle, le recenti Rsu hanno delineato la nuova mappa sindacale sul territorio provinciale e, al di là di chi ha vinto o perso di più o di meno, una cosa è certa: i confederali, Cgil, Cisl e Uil hanno ancora la quasi totalità del “”gradimento””. Tranne qualche eccezione.

Una di queste eccezioni è rappresentata dalla Fials che nella Sanità, pur flettendo e lasciando il secondo posto alla Cisl con 428 voti, si conferma una forza rappresentativa con i suoi 344 voti e attestandosi al terzo posto. La Cgil è quarta con 321 voti ma aumenta consensi e un seggio. Al primo posto si conferma invece la Uil con 494 voti. Da rilevare che, sebbene con numeri ancora ben lungi dagli altri, l’Ugl ha raddoppiato i suoi voti, passando da 31 a 62. Ugl che, tra l’altro, conquista un seggio anche in Provincia, in Prefettura, in Procura, al Tribunale e alla Camera di commercio.

Altra eccezione è quella della Diccap-Confas nelle Autonomia locali e polizie locali. Ma in questo caso il trend che la vedeva attestarsi al primo posto in provincia ad urne ancora aperte non è stato confermato a scrutinio concluso che ha invece decretato il primato territoriale della Cgil con 521 voti.

Non solo. “”Il totale di tutte le loro liste presentate nel Pubblico impiego – ci tiene a far sapere il segretario provinciale della Cgil Miranda Perinelli – non raggiunge il risultato che noi abbiamo ottenuto negli Enti locali. Prima di cantare vittoria – dice ancora il commento al veleno della Perinelli – dovrebbero essere più cauti e soprattutto si deve sapere che loro hanno scelto un sindacato di destra, che fa una politica di destra, esattamente l’opposto della politica dei diritti e della linea della Cgil””.

Confermato che la stessa Cgil è il primo sindacato tra i dipendenti del Comune di Viterbo.

Se a spoglio in corso la considerazione era che il sindacato non è fatto da sigle ma da uomini, a verbali chiusi l’intervento della Perinelli ricorda a tutti che è fatto anche da… donne.

Sul versante Cisl si preferisce invece accorpare il dato generale della Funzione pubblica, “”dove – commenta Mario Malerba – siamo il primo sindacato a circa 150 voti dalla Cgil. Nella Sanità - aggiunge - abbiamo retto l’urto di una frammentazione sindacale che ha dato vita a liste autonome che nella precedente tornata non si erano presentate. E nonostante ciò abbiamo accorciato le distanze dalla Uil.

Uil che ha retto nella Pubblica amministrazione con 195 voti e 15 seggi (Cisl 222 voti e 16 seggi, Cgil 215 voti con 15 seggi) e aumentato cinque seggi negli Enti locali. “”Una tornata elettorale positiva – commenta Giancarlo Turchetti, segretario provinciale della Uil. In una competizione dove è sempre difficile mantenere le posizioni, noi le abbiamo addirittura migliorate. Ora mi auguro – spiega poi con una punta d’amarezza – che il ministero pubblichi i dati, che peraltro Brunetta aveva oscurato, e che si pesino le forze in campo in base ai voti veri e non alle autocertificazioni che mistificano la realtà e in qualche modo manipolano e alterano il sistema dei rapporti sindacali””

“”In ogni caso – conclude Turchetti – sono molto orgoglioso di questo risultato e desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto, uno per uno, oltre che, naturalmente, segretari e dirigenti che hanno svolto un lavoro grandioso””.

Lavoro grandioso che, in particolare, si rispecchia nel risultato della Uil Scuola che per la prima volta ha sorpassato la Cisl, attestandosi come primo sindacato della provincia con 1582 voti. Seguono la Cisl con 1487 voti, la Cgil che raddoppia i voti degli iscritti e si attesta a 658 schede e lo Snals con 208.

Nonostante questi numeri Mario Pietrella, segretario della Cisl Scuola, non ci sta a passare per vittima: “”Con il pubblico impiego tartassato da tutti i governi di questi ultimi anni e con stipendi e scatti bloccati dal 2009, sono soddisfatto dell’alta percentuale che si è recata a votare. Anche perché, è bene ricordarlo, siamo il sindacato tuttora con più iscritti in provincia, nel Lazio e di gran lunga in Italia””.

''Come Cgil – chiosa infine Miranda Perinelli – stiamo chiedendo da anni che le Rsu si volgano anche nel settore privato. Credo che stia diventando sempre più opportuno che ciò avvenga e che anche gli altri sindacati sostengano con determinazione questa richiesta””.

Nella stagione del tramonto dei diritti, sarebbe un bel segnale.



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