

VITERBO – Non fu un errore umano ma un concorso di eventi indipendenti dalla volontà del pilota, il capitano Fabio Manzella, di 45 anni, a causare l'impatto sulle acque del lago Bracciano e il successivo inabissamento dell'elicottero NH90. Nell’incidente morì il capitano dell'Avviazione dell'Esercito Filippo Fornassi, di 36 anni. Queste le conclusioni cui è giunta l'inchiesta militare sulla tragedia avvenuta il primo giugno del 2008 a Vigna di Valle durante la manifestazione ''Ali sul lago''. Sull’episodio è ancora in corso un'altra inchiesta della magistratura ordinaria.
A chiarire definitivamente la dinamica dell’incidente ha contribuito notevolmente un filmato amatoriale, girato dagli organizzatori della manifestazione. Gli inquirenti militari, attraverso le riprese, hanno potuto accertare anche che il brillio luminoso apparso sul vetro laterale della cabina di pilotaggio pochi istanti prima dell'impatto e che in un primo momento aveva fatto ipotizzare un'esplosione o un incendio a bordo, altro non era che un effetto della rifrazione della luce. Una conclusione, quest'ultima, cui erano già giunti i colleghi dei tre militari a bordo del velivolo il 4 giugno successivo, giorno in cui nella base Aves di Viterbo furono celebrati i funerali del capitano Fornassi.
Alle 15,18, sotto gli occhi di circa 7mila spettatori che assistono all'Air Show, l'elicottero NH90, un velivolo di ultima generazione da poco consegnato all'Aves di Viterbo, compie alcune evoluzioni, si abbassa sulla superficie del lago ma, anziché' riprendere quota, impatta violentemente sull'acqua, va in frantumi e s'inabissa. Un membro dell'equipaggio, il capitano Filippo Fornassi, 36 anni, recuperato dai soccorritori, muore mentre viene trasportato nell'ospedale di Bracciano. Il capo equipaggio, il capitano Fabio Manzella, nonostante sia rimasto per alcuni minuti sott’acqua, incastrato nell’abitacolo, viene estratto gravemente ferito ma vivo. Il maresciallo Cosimo Palladino, di 37 anni, sbalzato fuori dalla carlinga, viene portato a riva incolume.