ANNO 27 n° 260
Emergenza arsenico - Nella Tuscia 60.200 cittadini senza acqua potabile
09/02/2011 - 06:36

 

di Alessandra Pinna

Sono circa 60.200 i cittadini della provincia di Viterbo senza acqua potabile a causa dell’alta percentuale di arsenico presente negli acquedotti comunali.

L’Unione Europea in merito è stata chiara e ha stilato un elenco di comuni dove i valori massimi consentiti (10 microgrammi/litro) sono stati superati e,non concedendo nessuna deroga, il risultato è stato che i questi comuni,  compresa la provincia di Viterbo l’acqua risulta non potabile. In particolare i comuni della Tuscia che rientrano nella terza fascia (livello di arsenico superiore ai 20 microgrammi/litro) sono 9: Capranica con 42, Carbognano con 30, Castel Sant’Elia, Civita Castellana che va da 19 a 49, Farnese con una media di 26, Ronciglione con un minimo di 28 a un massimo di 32, Sutri che, a seconda della zona, oscilla tra i 16 ai 40, Vetralla compresa tra i 20 e 48 e Villa San Giovanni in Tuscia con 22.

Anche Viterbo con la frazione Carcarelle, dove è stato registrato un picco di 40 microgrammi per litro, Tobia, San Martino al Cimino (zona piazza Doria Pamphilji e strada Erodiano) e Sutri, nella zona Monte del sole (PEEP) con una percentuale di 40 microgrammi/litro, rientrano nella terza fascia (da 20 a 50 microgrammi/litro).

Al momento i Comuni stanno attuando provvedimenti di emergenza. A Civita Castellana, il sindaco Gianluca Angelelli, ha ordinato l’acquisto di due abbattitori di arsenico per la fontana pubblica. “Dalle analisi – ha commentato il primo cittadino – il livello di arsenico è risultato 3,75 microgrammi al litro, i cittadini potranno usufruirne tranquillamente”.  Accorgimenti di questo tipo sono stati presi anche a Sutri, dove il sindaco Guido Cianti ha disposto un rifornimento di acqua minerale per le scuole materna ed elementare e per le mense. A Carbognano è prevista l’installazione entro 10 giorni di filtri dearsenificanti in tutte le scuole.

A questi si aggiungono altri 24 comuni della provincia che si inseriscono nella seconda fascia di rischio (da 10 a 20 microgrammi/litro) VEDI SCHEDA i quali, a seconda della percentuale di metallo pesante riscontrata negli acquedotti, hanno adottato differenti accorgimenti, soprattutto per quanto riguarda le gestanti e i bambini sotto i 3 anni (unici soggetti a rischio anche per un limitato utilizzo di acqua con presenza di arsenico). Secondo una prima stima i cittadini inclusi in questa fascia sarebbero circa 160.000, che aggiunti ai 60.220 dei comuni compresi tra i 20 e i 50 microgrammi/litro, farebbero balzare il numero dei cittadini coinvolti nell’emergenza arsenico a circa  220.000.

I PROVVEDIMENTI – “Sono stati confermati gli accordi tra i comuni della Tuscia e le ditte fornitrici delle fontanelle. I centri interessati in questa prima fase sono quelli di Viterbo, Ronciglione, Villa San Giovanni in Tuscia, Vetralla, Monte Romano, Canino e Civita Castellana -  ha fatto sapere l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani -. Per affrontare l'emergenza arsenico la Regione Lazio ha stanziato 8 milioni per la realizzazione di impianti di dearsenificazione – ha proseguito Equitani – per quanto riguarda la Provincia tra un mese e mezzo le 100 fontane saranno installate in tutti i comuni interessati dal problema”.

ARSENICO -  è uno degli elementi caratteristici del suolo di origine vulcanica. È una presenza geologica quindi non dovuta all’intervento dell’uomo. Il metallo viene trasportato dall’acqua quando passa attraverso la roccia. In una nota della Provincia si legge: “al fine di evitare allarmismi e fornire oggettivi parametri di riferimento, si precisa ancora che non sono mutate le caratteristiche delle acque nel nostro territorio, che la presenza di Arsenico è di natura geologica e che le concentrazioni di arsenico assumono interesse solo se riferite ad assunzione diretta e continuativa di 2 litri di acqua al giorno. Viceversa non determinano alcun significato in caso di assunzioni occasionali e/o marginali. Rimane fermo che particolare attenzione va rivolta nei confronti delle gestanti, dei neonati e dei bambini fino a tre anni di età, ai quali dovrà essere somministrata acqua con valore di As minore o uguale a 10 microgrammi per litro”.

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