ANNO 27 n° 267
ENDOMETRIOSI: UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA TUTTI

Quando si parla di endometriosi, si parla di una malattia che colpisce il 10-15% delle donne in età fertile, cioè moltissime donne in età compresa tra i 15 e i 50 anni.

Questo è il tempo in cui una donna approfondisce i suoi studi, si costruisce una carriera, si forma una famiglia, il tempo in cui la donna contribuisce in modo attivo al bene della società intera.

Ecco un buon motivo per cui la società intera è chiamata a prestare attenzione al problema che l’endometriosi rappresenta.
L’endometriosi deriva dalla localizzazione in sedi anomale (ad esempio ovaie, intestino, apparato urogenitale ecc.) di tessuto endometoriale che fisiologicamente riveste la cavità interna dell’utero.

L’endometriosi determina una sintomatologia ampia e molto variabile per intensità e per tipologia. Per di più, i sintomi che causa non sono specifici, quindi la loro comparsa non dà un’indicazione univoca di questa patologia.

I sintomi più frequenti sono:
dolore prima e durante le mestruazioni (dismenorrea);
dolore pelvico cronico soprattutto periovulatorio;
dolore durante e dopo i rapporti sessuali  (dispareunia);
dolori durante la defecazione e/o la minzione;
diarrea e/o stitichezza;
sangue nelle feci e/o nelle urine;
dolore nella regione lombare;
gonfiore addominale;
nausea;
affaticamento cronico;
cefalea;
infertilità/sterilità.

Data la varietà e la variabilità dei sintomi, si può facilmente comprendere quali forti ripercussioni l’endometriosi abbia sulla vita delle donne e come possa pesantemente compromettere la loro qualità di vita. Tutto questo si riversa poi inevitabilmente sulla valenza sociale della vita: assenze forzate dalla scuola e dal lavoro impediscono a donne brillanti e dotate di esprimere adeguatamente il loro potenziale a beneficio dell’intera società, il contributo femminile alla conduzione della famiglia si infragilisce e rischia di incrinare gli equilibri familiari.
Ecco perché l’endometriosi non è una questione privata che le donne affette devono risolvere da sole, ma un impegno per tutti.

L’Associazione Italiana Endometriosi Onlus, fondata nel 1999 da tre donne affette da endometriosi che volevano evitare alle generazioni successive la sofferenza che loro avevano vissuto, si è data quattro obiettivi fondamentali: sostenere sul piano emotivo le donne e le loro famiglie; promuovere un’informazione corretta e capillare affinché la parola “endometriosi” entri finalmente a far parte del bagaglio culturale di ogni persona (fondamento della diagnosi precoce); promuovere una ricerca scientifica seria; sollecitare le istituzioni perché si giunga alla formulazione di una legge che regolamenti l’intera materia (riconoscimento di centri di eccellenza per la diagnosi e per la cura, misure di tutela in ambito sanitario e del lavoro, in attesa di trovare una cura definitiva, finanziamenti per la ricerca, pianificazione delle politiche familiari particolarmente necessarie quando l’endometriosi interferisce con la fertilità).

Un’associazione fondata sull’indipendenza e sull’auto-aiuto non poteva non dare vita ad un progetto di autogestione della malattia da parte della donna che la vive. Sta infatti partendo in questi giorni il progetto pilota di self-management che si avrà a Catania e a Roma: nella capitale il primo incontro è previsto per il 30 maggio 2009 presso l’IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) in via dei Monti di Creta 104, Roma – orario 15 – 18.30. La partecipazione, libera e gratuita, è riservata alle donne affette da endometriosi.


Per saperne di più:
Associazione Italiana Endometriosi Onlus
casella postale 114 - 20014 Nerviano MI
infoline: 800 031977
fax: 0331589800
e-mail: info@endoassoc.it
sito: http://www.endoassoc.it


dott.ssa Iside FontanaVice Presidente dell’Associazione Italiana Endometriosi Onlus

 




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