ANNO 27 n° 270
Energie rinnovabili, Cna: "Il decreto del Governo blocca le imprese"

Cna mobilitata contro il decreto legislativo sulle fonti rinnovabili che il Consiglio dei ministri ha approvato la scorsa settimana.

Ieri si è riunita la presidenza nazionale dell’associazione, che ha deciso una “formale e sostanziale protesta” -come si legge nel documento stilato- nei confronti del governo, invitato a rivedere al più presto la decisione assunta. La Cna Associazione Provinciale di Viterbo, già intervenuta sul provvedimento per denunciare la gravità di un atto che annuncia la revisione, entro il prossimo 30 aprile, di un sistema di incentivazione fissato con un decreto ministeriale non più tardi di sei mesi fa, condivide l’azione stabilita a livello nazionale e rivolge un appello ai parlamentari eletti nella Tuscia e alle forze politiche, affinché si impegnino per scongiurare la perdita un importante patrimonio imprenditoriale e di posti di lavoro. La situazione è, infatti, davvero difficile. “Il decreto del governo ha prodotto il blocco dei finanziamenti da parte delle banche ai progetti in corso d’opera e il conseguente fermo delle attività. Sono a rischio, in questo momento, migliaia di imprese e l’occupazione di almeno 50mila unità”, è l’allarme della Cna nazionale. Anche nella Tuscia si segnalano forti preoccupazioni.

“Stiamo monitorando la situazione. Nelle aziende che hanno investito nelle fonti rinnovabili -dicono Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria provinciale della Cna- prevale una profonda incertezza. Molti imprenditori si trovano costretti ad annullare i loro programmi di lavoro, perché sugli incentivi destinati agli impianti che saranno collegati alla rete dopo il 31 maggio 2011 è buio totale. Tra le conseguenze più dolorose, c’è la difficoltà nel mantenere gli occupati. E’ un problema, quest’ultimo, non irrilevante in un momento di crisi durissima. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare ed anzi per incentivare un settore, quello della green economy, che contribuisce in modo determinante alla ripresa nel segno dell’innovazione, per uno sviluppo sostenibile e duraturo”.

“Nella lettera che stiamo per inviare ai parlamentari e ai partiti -proseguono Pieri e Melaragni- evidenziamo le priorità della Cna in tema di politica energetica: una strategia di sostegno stabile e trasparente che incentivi soprattutto l’efficienza e la generazione diffusa di energia da piccoli impianti; incentivi allo sviluppo dei settori a monte della filiera energetica con l’introduzione di misure agevolative per nuove attività; facilitazioni per il ricorso al credito bancario mediante l’istituzione di strumenti di garanzia destinati a interventi di efficienza e alla realizzazione di impianti di piccola taglia per la produzione di energia da fonti rinnovabili; nuovi criteri di copertura degli incentivi; percorsi sostenibili di qualificazione a misura di piccola e media impresa”.

La Cna non sottovaluta un altro aspetto emerso nel dibattito di questi giorni. “Sicuramente c’è bisogno di regole, per impedire che, nell’installare gli impianti, si faccia un uso improprio dei terreni agricoli e si deturpi il paesaggio, per noi un bene da tutelare. Invitiamo gli Enti competenti ad aprire subito un confronto, affinché ci si doti, anche nei nostri territori, degli strumenti necessari a garantire che lo sviluppo delle energie alternative avvenga nel totale rispetto dell’ambiente”, concludono Pieri e Melaragni.




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