

di Eva Kant
VITERBO – L’allarme è scattato alle 13 in punto, quando ai carabinieri del Comando provinciale di Terni arriva una telefonata anonima. “C’è una bomba nella sede viterbese di Equitalia”. Proprio all’indomani dell’azione di protesta che ha visto manichini impiccati e cartelli di protesta con su scritto “impiccato per mano di Equitalia” e “ucciso una rata alla volta” appesi dai militanti di Forza Nuova fuori dalle sedi di Brescia e Lumezzane, in Valtrompia. E proprio negli stessi giorni in cui è un ripetersi di episodi analoghi agli indirizzi Equitalia di tutta Italia.
Da Terni, la segnalazione è stata trasmessa al Comando di Viterbo e, nel giro di una manciata di minuti, i carabinieri del colonnello Gianluca Dell’Agnello sono arrivati in via Monte Sacro, facendo evacuare la struttura a scopo precauzionale.
Sul posto, oltre al comandante provinciale, il tenente colonnello Marco Bianchi, il capitano Raffaele Gesmundo e il comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Viterbo, insieme al luogotenente Maurizio Iannaccone.
Dopo una prima “ispezione visiva”, gli uomini dell’Arma hanno richiesto l’ausilio di unità cinofile. Il tempo di raggiungere il capoluogo da Santa Maria di Galeria, su una camionetta militare, è arrivato un bell’esemplare maschio di pastore tedesco addestrato per scovare la presenza di ordigni bellici.
Entrato nell’agenzia viterbese, l’attenzione di Kasimir (questo il nome dell’animale) è stata subito richiamata da due grosse scatole, che ha fiutato per diversi istanti. Circostanza, questa, che ha spinto i carabinieri a chiedere l’intervento degli artificieri dell’Arma di Roma. “Gli impiegati hanno riferito che i due pacchi erano all’interno dell’agenzia da tempo - hanno spiegato i militari - ma vista l’insistenza del cane abbiamo ritenuto doveroso procedere con accertamenti tecnici”.
Gli artificieri sono giunti in via Monte Sacro poco prima delle ore 17 e, poco dopo (erano le 17,34 per l’esattezza), è stato dato ufficialmente il “cessato allarme”.
A tradire il fiuto di Kasimir, la carta chimica degli scontrini fiscali contenuti in quei due plichi, all’interno dei quali c’erano diversi documenti di Equitalia.