ANNO 27 n° 271
Era sottoposto a Daspo uno dei venti ultrà della Viterbese fermati per gli scontri di Montepulciano

VITERBO -  Era sottoposto a Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) e militerebbe nel gruppo "Questione di stile"  uno dei venti ultrà della Viterbese  fermati ieri sera a Montepulciano, per i violenti scontri avvenuti all’esterno dello stadio di Acquaviva, dove era in corso un triangolare tra il Pisa, la Viterbese e l'Hinterreggio.

Sono tutti accusati di rissa, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale aggravati.  Altri cinque tifosi gialloblu sono stati denunciati a  piede libero. Per sedare gli scontri le forze dell'ordine avevano  dovuto sparare in aria alcuni colpi di pistola.

Domani mattina alle 9 i fermati, richiusi nelle carceri di Orvieto, Siena e Firenze, compariranno davanti al Gip del tribunale di Montepulciano per l’udienza di convalida. E probabile che il magistrato disponga il processo con il rito direttissimo.

Al termine dei violenti scontri,  sono stati trovati 53 oggetti atti ad offendere, utilizzati dagli ultrà e nascosti  negli abiti  e nelle autovetture. Tra questi 12 caschi, un martello, una tavola di legno, un ferro di cavallo, fumogeni, noccoliere, coltelli, tirapugni e mazze.

Nei loro confronti,  hanno tutti meno di 30 anni, sono state già avviate le procedure per l'adozione dei Daspo. Molti  sarebbero  già noti alle forze dell'ordine.

Polizia e carabinieri stanno ancora indagando per rintracciare i sostenitori del Pisa che si sono affrontati con i viterbesii. I feriti, complessivamente quattro di cui due poliziotti, hanno prognosi inferiori a 10 giorni. Altri sei ultrà sono rimasti contusi.

RISSA TRA TIFOSI, POLIZIA SPARA IN ARIA




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