

VITERBO - Era sottoposto a Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) e militerebbe nel gruppo "Questione di stile" uno dei venti ultrà della Viterbese fermati ieri sera a Montepulciano, per i violenti scontri avvenuti all’esterno dello stadio di Acquaviva, dove era in corso un triangolare tra il Pisa, la Viterbese e l'Hinterreggio.
Sono tutti accusati di rissa, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale aggravati. Altri cinque tifosi gialloblu sono stati denunciati a piede libero. Per sedare gli scontri le forze dell'ordine avevano dovuto sparare in aria alcuni colpi di pistola.
Domani mattina alle 9 i fermati, richiusi nelle carceri di Orvieto, Siena e Firenze, compariranno davanti al Gip del tribunale di Montepulciano per l’udienza di convalida. E probabile che il magistrato disponga il processo con il rito direttissimo.
Al termine dei violenti scontri, sono stati trovati 53 oggetti atti ad offendere, utilizzati dagli ultrà e nascosti negli abiti e nelle autovetture. Tra questi 12 caschi, un martello, una tavola di legno, un ferro di cavallo, fumogeni, noccoliere, coltelli, tirapugni e mazze.
Nei loro confronti, hanno tutti meno di 30 anni, sono state già avviate le procedure per l'adozione dei Daspo. Molti sarebbero già noti alle forze dell'ordine.
Polizia e carabinieri stanno ancora indagando per rintracciare i sostenitori del Pisa che si sono affrontati con i viterbesii. I feriti, complessivamente quattro di cui due poliziotti, hanno prognosi inferiori a 10 giorni. Altri sei ultrà sono rimasti contusi.