ANNO 27 n° 265
''Era un ragazzo dalla straordinaria umanità e professionalità''
Il ricordo dei commilitoni di Roberto Marchini
14/07/2011 - 11:33

“Roberto era un ragazzo di straordinaria umanità e sempre molto disponibile. Lo conoscevo bene, eravamo nella stessa compagnia: un militare molto preparato, era stato già in missione in Afghanistan nel 2009; era un professionista vero che credeva in quel che faceva”. Così, all'aeroporto militare di Ciampino, il caporal maggiore scelto Simone Micozzi, dell'Ottavo Reggimento Genio Guastatori di Legnago, ha ricordato il collega Roberto Marchini.

“Roberto era un professionista preparato serio e disciplinato, e anche un amico. Con lui siamo stati in missione in Libano e in Afghanistan”. È stato, invece, il commento del primo caporal maggiore Salvatore Di Caccamo. Del collega scomparso, il militare ricorda un episodio che testimonia l'attaccamento al lavoro del ventottenne di Caprarola: “Stavamo lavorando a una recinzione in Libano. Nel corso del lavoro si è ferito ad un braccio e naturalmente gli avevano assegnato dei giorni di riposo. A lui questo pesava, non voleva restare fermo una settimana. Voleva tornare subito al lavoro. In Afghanistan era una persona sempre presente, bella - conclude il sottufficiale - su di lui si poteva sempre fare affidamento”.

Il colonnello Cristiano De Chigi, dello Stato maggiore dell'Esercito, ha parlato di “un ragazzo sereno e coraggioso che faceva il suo mestiere” e alla domanda sull'importanza di proseguire la missione, l'ufficiale ha spiegato che “è fondamentale per il lavoro che svolgono. La pace ha un costo - ha concluso il colonnello - e loro la mantengono nel nostro paese lavorando in queste missioni”.

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