

9 dicembre 2010 ore 23:00
Stazione italiana Mario Zucchelli (MZS) – Baia Terra Nova (Antartide)
Il viaggio per arrivare in questo meraviglioso continente è stato lungo, ma l’attesa ne è valsa assolutamente la pena.
Siamo partiti (io ed altri 22 colleghi) il 30 novembre 2010 da Roma Fiumicino per arrivare il 2 dicembre 2010 a Christchurch (Nuova Zelanda). Purtroppo abbiamo avuto subito la brutta notizia che a causa di problemi tecnici e meteorologici non saremmo partiti il giorno dopo e quindi il nostro entusiasmo si è subito trasformato in delusione: il gruppo scalpitava per raggiungere il continente, ma ci hanno detto subito che questo non sarebbe stato possibile prima di martedì 7 dicembre. Allora non ci siamo persi d’animo e, dopo una bella dormita per recuperare le forze, abbiamo deciso di approfittare per visitare un pochino la Nuova Zelanda rimanendo nei dintorni di Christchurch.
Il lunedì sera, la sera prima della partenza, l’eccitazione era palpabile, specie per i neofiti come me: continuavamo a fare domande agli “anziani” per sapere cosa era giusto indossare, cosa ci saremmo dovuti aspettare e come ci saremmo dovuti comportare. La notte molti di noi non hanno dormito per l’emozione.
Il 7 dicembre la sveglia ha suonato presto per preparare la valigia, per preparare il bagaglio a mano (nel caso in cui il vestiario personale non ci venisse recapitato subito…come infatti per qualcuno di noi è stato, me compresa!) e per indossare il “vestiario antartico” che consiste in una tuta parecchio imbottita e scarponi da neve! Non vi dico quanto sia stato piacevole uscire a Christchurch, dove vi ricordo sta cominciando l’estate, vestiti in quella maniera!
Check-in alle ore 5:45, partenza alle ore 8:45 sull’aereo militare C-17 americano e atterraggio sulla pista della base americana McMurdo in Antartide alle ore 14. Giusto pochi minuti per salutare e dare il cambio al mio prof. Giuseppe Scapigliati e poi ci siamo subito imbarcati sul twin-otter per arrivare a MZS alle ore 17:30!
L’accoglienza in base è stata molto calorosa: il capo base ci ha fatto fare un giro della base, ci ha mostrato gli alloggi ed i cuochi hanno gentilmente offerto un aperitivo.
E’ stato bello incontrare di nuovo molti dei ragazzi che avevo già conosciuto al corso di addestramento: si è creato subito un ambiente familiare, senza i soliti formalismi che contraddistinguono l’ambiente universitario, pur mantenendo il rispetto per le regole e per i responsabili della spedizione e della base.
Il tempo qui vola via in un attimo: il sole non tramonta mai ed è proprio vero che si perde la cognizione del tempo. Si è portati a lavorare di continuo e, ad un certo punto, bisogna imporsi di staccare ed andare a dormire. E’ difficile anche tenere il conto dei giorni che passano, proprio perché non esiste la notte. Fortuna che ci sono i cuochi che scandiscono la giornata dei ricercatori e dei logistici della base: ore 7 la colazione, ore 13 il pranzo, ore 20 la cena. E il sabato…la pizza! Così le settimane vengono contate in base a quante pizze uno ha mangiato e a quante pizze mancano per tornare a casa.
Io devo ancora mangiare la mia prima pizza, ma intanto ho festeggiato qui il mio compleanno, con tanto di torta a sorpresa!
Alla prossima. La XXVI spedizione per me è solo all’inizio!
Elisa Randelli
30 novembre 2010 - Una viterbese fra i ghiacci dell'Antartide
