

VITERBO - E' giunto a un mese di sciopero della fame e ha perso tra i 16 e i 18 chili Paolo Esposito, arrestato nel luglio del 2009 con l'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadaveri della compagna Tatiana Ceoban, 36 anni, moldava, e della figlia Elena di 13 anni, scomparse il 30 maggio scorso da Gradoli.
L'uomo rifiuta il cibo perché da nove mesi e mezzo non gli fanno incontrare la figlia Erika di 6 anni, nata dalla sua relazione con Tatiana. Da alcuni giorni è stato trasferito dal carcere al reparto per detenuti dell'ospedale di Viterbo.
"Le sue condizioni - spiega il difensore, avvocato Enrico Valentini - sono ancora discrete, ma impedirgli di vedere la figlia resta una misura incomprensibile. Abbiamo interessato della vicenda anche il ministro della Giustizia Alfano, il quale ha chiesto chiarimenti in merito. A nostro avviso il provvedimento non ha alcun senso se non quello di esercitare una pressione psicologica su Esposito per spingerlo a confessare. Ma cosa dovrebbe confessare? I corpi di Tatiana ed Elena non sono mai stati ritrovati. Il loro omicidio è solo presunto".
La bambina, dapprima affidata ai nonni paterni, è stata successivamente assegnata al sindaco di Gradoli, in qualità di tutore, e quindi rinchiusa in una casa famiglia. Il tribunale dei minori di Roma ha stabilito che, compatibilmente con le esigenze istruttorie, possa incontrare il padre in carcere. "Esposito - conclude l'avvocato Valentini - è stato rinviato a giudizio, quindi l'istruttoria è finita. Mantenere il divieto é solo una crudeltà. Se, come confidiamo, verrà assolto, chi lo risarcirà di queste sofferenze?".