ANNO 18 n° 115
Eternit a scuola: ''50 anni per la bonifica''
Una ricerca Inail svela il numero degli istituti ancora interessati dall'amianto
24/02/2016 - 10:32

VITERBO – Sono 17 gli istituti scolastici della Tuscia ancora interessati dalla presenza, accertata o presunta, di materiali contenenti amianto (Mca), nonostante siano passati 24 anni da quando una legge dello Stato ne ha vietato l’uso. Lo svela una ricerca, iniziata nel giugno 2012 e conclusa nei primi mesi del 2015, condotta dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) e dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) dell’Inail, in collaborazione con il Centro di riferimento regionale amianto (Cra), con la Ausl di Viterbo incaricata dalla Regione Lazio, e con l'Istituto superiore di sanità (Iss). Gli esiti della mappatura, che ha interessato 3762 sedi didattiche in tutto il Lazio, sono stati resi noti in questi giorni: al questionari proposto dal gruppo di lavoro hanno risposto 1451 istituti (il 40% del totale regionale) e la presenza di materiali contenenti amianto è stata rilevata nel 15% dei casi. Stando ai dati forniti dal documenti Inail, su questi 1451 edifici scolastici, solo per il 4% dei casi è stata dichiarata la presenza di Mca senza richiedere il sopralluogo, mentre per il 16% della mappatura (233 edifici), i dirigenti scolastici hanno invece richiesto le analisi in loco del gruppo di lavoro per verificare la presenza di materiali contenenti amianto. Le risultanze sono queste: 151 casi (3 a Frosinone, 18 a Latina, 4 a Rieti, 112 a Roma, 12 a Viterbo) con presenza di Mca accertata e 16 casi con presenta di Mca presunta (1 a Frosinone, 3 a Latina, 1 a Rieti, 6 a Roma e 5 Viterbo).

 

Entrando nel dettaglio, nella provincia di Viterbo sono stati 47 gli istituti comprensivi statali contattati, 37 quelli comunali e 50 quelli paritari, per un totale di 315 edifici analizzati, dato che ogni plesso conta più strutture. Tra le scuole statali hanno risposto 194 istituti (64 dell’infanzia, 57 scuole primarie, 43 secondarie di primo grado e 32 secondarie di secondo grado), 33 i report di quelli comunali. I paritari non hanno invece risposto al questionario. Alla fine gli edifici statali in cui è stato riscontrata la presenza di amianto sono 17 nella Tuscia, 12 in cui è certa e 5 in cui è presunta: una scuola dell’infanzia, cinque primarie, quattro secondarie di primo grado e due secondarie di secondo grado. Un dato che potrebbe sembrare basso, visto il numero limitato di edifici contenenti Mca, ma che comunque è ancora preoccupante perché mostra l’assenza di bonifica in luoghi abitualmente frequentati da bambini e ragazzi. Il documento dell’Inail lamenta, inoltre, una scarsa partecipazione degli istituti comunali rispetto a quelli statali, sebbene nella Tuscia abbiano aderito allo screening 33 scuole di su 37. Pari a zero, invece, la risposta delle scuole paritarie.

 

''La tipologia più diffusa negli edifici scolastici – spiega Antonella Campopiano, coordinatrice scientifica del progetto, nella nota diffusa dall’Inail – è risultata essere quella dei componenti di amianto in matrice compatta, spesso confinati in locali non accessibili al personale e agli studenti. I materiali più frequenti, come era da attendersi, sono risultati i cassoni idrici, le tubazioni e lastre di coperture in cemento-amianto in alcuni locali”. Dal controllo effettuato sul database delle scuole statali è emerso che 207 edifici presentavano amianto in matrice compatta. Nei laboratori di nove istituti, inoltre, sono stati trovati retini spargi fiamma e guarnizioni di piccoli forni costituiti da amianto in matrice friabile, che il gruppo di lavoro ha provveduto a smaltire. “Merita un approfondimento – continua la ricercatrice – la diffusa presenza nelle scuole di pavimenti realizzati con piastrelle viniliche contenenti fibre di amianto, che durante i sopralluoghi spesso sono risultati essere in cattive condizioni o con parti mancanti. Nelle mattonelle viniliche, le fibre sono inglobate nella matrice plastica delle piastrelle e il rilascio nell’aria è molto difficile. Spesso, però, le piastrelle risultano installate con l’utilizzo di collanti contenenti amianto e il problema nasce quando si staccano. In questi casi abbiamo sempre suggerito di restaurare la pavimentazione quanto prima e di confinare il pavimento con le piastrelle mancanti, a meno che i riscontri analitici sulla presenza di amianto risultassero negativi”. “Tramite il responsabile del rischio amianto – conclude Antonella Campopiano – deve essere garantito il controllo periodico delle condizioni di conservazione e l'integrità dei materiali ancora in uso''.

 

Il vero problema della presenza di Mca sono i tempi necessari per la bonifica, come ha spiegato Fulvio Cavariani, direttore del Cra della Regione Lazio. ''La situazione rilevata negli edifici scolastici è assolutamente analoga a quella degli altri edifici pubblici e privati che risalgono a più di vent’anni fa – ammette -. Purtroppo dai dati regionali sulla mappatura dei materiali contenente amianto risulta che la dismissione completa da questi materiali è ancora lontana e serviranno almeno 50-60 anni di bonifiche per rimuoverli completamente''.




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