

di Domenico Savino
L’esordio più difficile contro i campioni in carica. Se il buongiorno si vede dal mattino, non deve essere una bella giornata per gli azzurri che al debutto ad Euro 2012 affrontano la Spagna a Danzica. Del resto anche il girone non è dei più abbordabili perché insieme alle furie rosse ci sono l’Irlanda di Giovanni Trapattoni e la Croazia allenata da Bilic. Insomma un antipasto abbastanza succoso che l’Italia deve divorare se vorrà proseguire la strada di quest’Europeo. L’urna non è stata benevola, ma gli azzurri devono fare di necessità virtù per passare il turno e accedere ai quarti di finale.
L’Italia arriva alla competizione dopo aver condotto un ottimo girone di qualificazione e averlo vinto con discreta facilità: poi sono arrivate la amichevoli in cui si è visto qualche scricchiolio, ma nulla che facesse presagire il ciclone delle scommesse che ha creato una crepa abbastanza evidente i cui primi segnali si sono visti contro la Russia: ancora con la testa frastornata, sono arrivati tre gol. Sconfitta pesante che mina ulteriormente le sicurezze di un gruppo che in corso d’opera ha dovuto fare a meno da tempo di Giuseppe Rossi, poi di Criscito (titolare della fascia sinistra) e quasi sicuramente del miglior difensore del campionato Barzagli (infortunio al soleo del polpaccio).
Dopo le tre sberle contro la Russia, il ct Prandelli ha deciso di rivoluzionare l’assetto tattico, passando alla difesa a tre e infoltendo il centrocampo con un uomo in più. Non il massimo a pochi giorni dall’esordio cambiare e farlo in modo netto: la squadra comunque aveva degli automatismi già lubrificati da due anni di partite e giocare a tre o a quattro non è proprio la stessa cosa. Questo Prandelli lo sa e ha voluto accettare il rischio. Pacchetto che dunque comprende il viterbese Bonucci, Chiellini e perno centrale De Rossi.
Il ct ha necessità di far ripartire l’azione dalla terza linea e intende affidarsi alle doti del mediano della Roma, anche se quando Luis Enrique lo ha provato in quel ruolo qualche problema si è notato.
A centrocampo è stato rispolverato Giaccherini che con tutta probabilità va ad occupare la fascia sinistra in mancanza d’altro. Ha passo l’ex Cesena ed anche voglia di giocarsi una carta importante. I tre mediani sono più che consolidati: Pirlo davanti alla difesa è una certezza, lo straordinario campionato con la Juventus ne è l’ulteriore (se ce ne fosse bisogno) riconferma. Marchisio e Thiago Motta sono le mezze ali, mentre titolare dell’out destro è Maggio.
In attacco Prandelli deve decidere se affidarsi all’estro e alla lucida follia di Cassano e Balotelli. Una coppia che se è in forma e resta concentrata per tutto l’arco della gara ha i colpi per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. C’è da stabilire la tenuta fisica e mentale del duo. Non mancano le alternative: Di Natale è il capocannoniere (anche se nella gare che contano in Nazionale soprattutto al mondiale ha denotato qualche impaccio), poi Borini e Giovinco più giovani e anche meno esperti.
E dall’altra parte? Solo a citare i nomi è un gruppo che fa paura, giocatori che hanno vinto tutto sia a livello di club che di nazionale. Formazione collaudata guidata da Del Bosque, allenatore pragmatico che si è dimostrato in grado di gestire tante stelle e farle luccicare contemporaneamente: da Xavi a Mata, da Iniesta a Torres passando per Sergio Ramos, Busquets e Fabregas. Un team invincibile che vuole mantenere intatta la propria egemonia. Sta all’Italia interromperla.