

VITERBO - ''Dopo aver perso tre anni, finalmente si è compiuta una tappa fondamentale per il rilancio dello stabilimento delle ex terme Inps''. Commenta così il vice capogruppo del Pd a Palazzo dei Priori Alvaro Ricci la sottoscrizione dell'atto di cessione davanti ad un notaio del 50% della proprietà dalla Regione al Comune.
''Il sindaco Marini dovrebbe tentare di spiegare ai viterbesi le motivazioni di questo gravissimo ritardo, a cominciare dal farci capire come intende ora recuperarlo - afferma Ricci -. Per esempio cosa vuole fare per ripristinare la portate dei pozzetti 'Gigliola' e 'Uliveto', che fornivano acqua allo stabilimento in questione, attualmente prosciugati causa utilizzo di altri soggetti?''
''Appare del tutto irragionevole, illogico e dannoso degli interessi pubblici alimentare le ex terme Inps con la fonte delle Zitelle, di cui palazzo dei Priori non ha la concessione e quindi la disponibilità, senza almeno ripristinare la legittimità relativa all'utilizzo delle risorse minerarie della zona del Bullicame, che sono come tali bene pubblico da tutelare e salvaguardare''.
''Proprio sull'uso delle acque termali ricordo che l'allora assessore Taglia presentò un esposto alla Corte dei Conti, allegando un parere pro veritate di uno studio legale, dove si ipotizzavano una serie di illegittimità e danni per l'amministrazione comunale''.
''Comunque, se così fosse, significherebbe abbandonare del tutto il progetto del borgo termale da realizzare sulla Tuscanese, a cura della Itet. Ma con quali svantaggi per Viterbo e i viterbesi?''.
''Certo se Marini e C. sono ancora dell'idea di trasferire e trasformare la cubatura da turistico termale a residenziale, dalle Zitelle al Barco, tutto sarebbe più chiaro, compresa la risposta alla mia ultima domanda'' conclude Ricci.