

Riceviamo e pubblichiamo:
· La nostra Associazione si è fatta promotrice della raccolta firme per il riconoscimento dell’acqua bene comune nello Statuto Comunale e contro la sua privatizzazione quando ancora non era esploso il” caso arsenico”
· Con la privatizzazione i cittadini non sarebbero in grado di controllare e pretendere chiarezza perché sarebbe sottratta loro una delle forme più preziose di salvaguardia e controllo del territorio : LA PARTECIPAZIONE DIRETTA.
· Ma la responsabilità della tolleranza della presenza di arsenico e le richieste di deroga oltre i limiti stabiliti dalla Comunità Europea non può essere addebitata solo all’Amministrazione locale : è di tutti i livelli della politica .
· Ciò non toglie che chi amministra questo paese aveva il dovere preciso di informarne immediatamente la cittadinanza con chiarezza e in tutti i modi possibili, così come ora deve mettere in essere tutte le azioni necessarie , nei tempi più rapidi , per uscire da una situazione di pericolo e di disagio e dare con immediatezza le risposte che i cittadini chiedono.
Ma l’eventuale costruzione di un impianto per bruciare la plastica è invece una responsabilità precisa di questa Amministrazione
Crediamo che una scelta politica che determina una profonda modifica dell’ assetto del territorio e della vocazione di una comunità deve essere quantomeno discussa con i cittadini che in quella comunità vivono .
· Neanche due anni fa è stata contestata anche dalla nostra Associazione la costruzione di una centrale elettrica a olio di palma, nella stessa località dove pare si voglia collocare oggi il bruciatore di plastica: il Quartaccio
· Vi sorgono insediamenti e attività produttive e gli eventuali residui tossici interesserebbero non solo Fabrica di Roma, ma anche i comuni limitrofi che già si sono allertati.
· Non vogliamo che l’unica maniera di sviluppo per Fabrica di Roma sia concepita in termini di profitto immediato ( per pochi) e con iniziative a dir poco rischiose per la salute umana e sicuramente devastanti per la nostra agricoltura e per il nostro indotto economico..
· Vogliamo immaginare uno sviluppo del paese basato su valori di equità, salvaguardia dell’habitat umano e del territorio, sulla eco sostenibilità, sulla valorizzazione del patrimonio artistico
Vogliamo un futuro diverso e la nostra Associazione continuerà ad impegnarsi per questo