ANNO 27 n° 263
FABRICA DI ROMA

Riceviamo e pubblichiamo:

·       La nostra  Associazione si è fatta promotrice della  raccolta firme per il riconoscimento dell’acqua bene comune nello Statuto Comunale e contro la sua privatizzazione quando ancora non era esploso il” caso arsenico”

·       Con la privatizzazione  i cittadini  non sarebbero   in grado di controllare e pretendere chiarezza perché sarebbe  sottratta loro una delle forme più preziose di salvaguardia e controllo del territorio  : LA PARTECIPAZIONE DIRETTA.

·       Ma la responsabilità della tolleranza della presenza di arsenico e le richieste di deroga oltre i limiti stabiliti dalla Comunità Europea   non può essere addebitata solo all’Amministrazione locale : è di  tutti i livelli della politica .

·        Ciò non toglie che chi amministra questo paese aveva il dovere preciso di informarne  immediatamente la cittadinanza con chiarezza e in tutti i modi possibili, così come ora deve mettere in essere tutte le azioni necessarie , nei tempi più rapidi , per uscire da una situazione di  pericolo e di disagio e dare con immediatezza le risposte che i cittadini chiedono.

Ma l’eventuale  costruzione di un impianto per bruciare la plastica  è invece una responsabilità precisa di questa Amministrazione

 

Crediamo che  una scelta politica che determina una profonda modifica dell’ assetto del territorio e della vocazione di una comunità deve essere quantomeno discussa con i cittadini che in quella comunità vivono .

 

·       Neanche due anni fa è stata contestata anche dalla nostra Associazione la costruzione di una centrale elettrica a olio di palma, nella stessa località dove pare si voglia   collocare oggi  il bruciatore di plastica: il Quartaccio

·        Vi  sorgono insediamenti e attività produttive e gli eventuali residui tossici interesserebbero  non solo Fabrica di Roma, ma anche i comuni limitrofi che già si sono allertati.

·       Non vogliamo  che l’unica maniera di sviluppo per Fabrica di Roma sia concepita in termini di profitto immediato ( per pochi) e con iniziative a dir poco rischiose per la salute umana e sicuramente devastanti per la nostra agricoltura e per il nostro indotto economico..

·       Vogliamo immaginare uno sviluppo del paese basato su valori di equità, salvaguardia dell’habitat umano e del territorio, sulla eco sostenibilità, sulla valorizzazione del patrimonio artistico

Vogliamo un futuro diverso e la nostra Associazione continuerà ad impegnarsi per questo




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