

L’assessore all’Agricoltura di Palazzo Gentili, Franco Simeone ha partecipato stamattina al convegno “Lo sviluppo locale attraverso i Gal” promosso dall’assessorato regionale alle Politiche agricole e alla Valorizzazione dei prodotti locali. Dopo la recente approvazione dei Piani di sviluppo locale l’assessore della Pisana Angela Birindelli, ha infatti incontrato, insieme al presidente della Commissione agricoltura delle Regione Lazio, Francesco Battistoni, i protagonisti del territorio e gli amministratori locali per discutere il ruolo dell’asse IV – Leader nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007 – 2013 e condividere un’analisi approfondita sulle attività e le strategie di sviluppo locale che i partenariati, pubblici e privati, dei Gal intenderanno mettere in atto a favore dei territori rurali.
“La progettazione e la realizzazione dei Gal – ha detto Simeone – permettono di unire le forze, fare rete e dare vita ad una squadra che possa valorizzare al meglio l’imprenditoria locale e le risorse che si hanno a disposizione”. L’assessore ha poi rimarcato l’importanza della agricoltura per la Tuscia, ma anche il ruolo fondamentale che il Viterbese assume per il comparto agricolo regionale: “Per la nostra provincia – ha continuato Simeone – l’agricoltura è un settore molto importante, per questo abbiamo bisogno di visibilità e supporto da parte delle istituzioni. In questo senso l’amministrazione Meroi sta facendo il possibile con le risorse che ha disposizione. Il momento non è dei migliori, i fondi mancano, ma esiste un progetto per il rilancio del comparto. Allo stesso tempo è importante sottolineare il ruolo ricoperto dall’agricoltura viterbese per l’intero settore regionale, per esempio, buona parte del contributo di spendibilità del Psr viene, infatti, proprio dalla Tuscia, e dalle sue tante aziende che hanno presentato i progetti”.
Simeone traccia poi le linee guida del rilancio del settore agricolo viterbese: “Bisogna puntare su Roma e sul mercato della capitale – ha aggiunto – è giusto andare in Cina a far conoscer la nostra terra e i nostri prodotti ma credo sia più utile insediarsi in un mercato molto grande come è quello romano che oltretutto è a due passi da casa nostra. In questo senso serve un aiuto ancora più forte da parte delle istituzioni: è impensabile che per raggiungere la capitale da Viterbo ci si debbano mettere oltre due ore. Ciò rappresenta un grosso limite per la penetrazione dei prodotti della Tuscia in quel territorio, ma rappresenta soprattutto un grande ostacolo per l’altra idea che vogliamo realizzare: dare vita ad un circuito enogastronomico da collegare al turismo”.
Infine Simeone lancia una provocazione: “La nostra Provincia ha 60 comuni che rappresentano un bene inestimabile – ha concluso l’assessore – ci troviamo davanti ad un bivio: o realizziamo insieme una progettazione politico-economica di sostentamento per il nostro territorio oppure entro cinque anni buona parte della provincia si ritroverà ad assumere il ruolo di quartiere dormitorio della capitale”.