

VITERBO - Tre soluzioni per rilanciare le infrastrutture viterbesi. La ricetta è stata fornita dal candidato consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi che nella mattina di giovedì ha partecipato al sit-in organizzato dal sindacato Filca-Cisl a Viterbo, allo svincolo della superstrada per Orte.
Un appuntamento nato per protestare contro l’immobilismo locale e nazionale per il mancato sviluppo delle infrastrutture nella provincia. Su tutte il mancato completamento della Orte-Civitavecchia, lo scalo aeroportuale di Viterbo il cui futuro è tutta’altro che certo e la scomparsa dall’agenda dell’amministrazione comunale del completamento del semianello.
“Uno dei più gravi handicap competitivi del territorio – ha sottolineato Enrico Panunzi - è rappresentato dal ritardo infrastrutturale”. A sostenerlo anche la classifica stilata dal Word economic forum che pone l’Italia, per il 2008 -2009, al 54° posto tra i 134 ordinamenti analizzati. Che, addirittura, scende ad un ancor meno lusinghiero 73° posto per quel che riguarda le qualità infrastrutturali. “L’inadeguatezza delle nostre infrastrutture – rileva Panunzi – incide gravemente sull’efficienza dei sistemi di trasporti. Un elemento che con le innovazioni, assume sempre più un ruolo decisivo nella competizione tra i territori”.
Secondo il candidato, a penalizzare il viterbese è il fatto che si progettano opere che poi vedranno la realizzazione dopo 30 o 40 anni: ”Il fattore tempo diventa fattore qualità - dice Panunzi – occorre essere chiari e dire se le opere possono o non possono essere fatte. Anche perché di questo passo per terminare la trasversale Orte-Civitavecchia ci vorranno altri 30 anni. Purtroppo in Italia meno della metà della spesa per infrastrutture va per nuove opere, il resto per lavori di manutenzione straordinaria”.
La ricetta elaborata da Panunzi prevede tre ordini di interventi: “Il primo - spiega - riguarda i troppi ritardi che da tempo ci trasciniamo, è come se ci misurassimo un vestito che poi indosseremo dopo vent’anni: la fase di progettazione, insomma, è troppo lunga”. La seconda parte riguarda l’impegno, concreto, della politica: “In modo particolare dell’ente Regione – sottolinea il candidato - e dei suoi amministratori impegnati, nell’ordine, ad acquisire il consenso del territorio, reperire nuove risorse ma soprattutto snellire le procedure”.
Infine, il consolidamento del dialogo tra istituzioni e privati: “Serve un tavolo interassessorile al quale far partecipare anche i diretti interessati, per accelerare l'apertura dei cantieri di rilevanza regionale”.
Sviluppare le infrastrutture diventa fondamentale soprattutto per la Tuscia, una terra caratterizza, prevalentemente, da una vocazione turistica a bassa presenza industriale. “Proprio su questa vocazione bisogna puntare – ha affermato Panunzi - soprattutto dopo la decisione di far nascere a Viterbo il nuovo scalo aeroportuale per linee “low cost”. A questo punto diventano priorità assoluta: il completamento e potenziamento della trasversale Civitavecchia-Orte. Il raddoppio della Civitavecchia-Livorno nel tratto laziale che va da Civitavecchia a Pescia Romana. E il potenziamento della Cassia, senza dimenticare il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Viterbo”.