

VITERBO - La scintilla tra i due era scoccata da tempo, ma venne annunciata urbi et orbi durante la trasmissione ''Sbottonati di Notte'' su Radio Verde. Erano le 22 del 4 aprile 2102. Una notte da tregenda. In studio, a Viterbo, c'era tal Giacomo avvocato Barelli, nelle vesti di responsabile giustizia del Fli, partito al quale era approdato dopo aver attraversato in lungo e in largo, da destra a sinistra e dal basso all’alto pressoché tutti i partiti. In collegamento da Bruxelles c'era invece l'eurodeputato Potito Salatto, con quella faccia un po' così e quell'espressione un po' così che aveva anche a Ferrara, quanto fu tra i protagonisti dell’ignobile sceneggiata in difesa dei poliziotti che avevano massacrato il giovane Federico Aldrovandi. Da Roma, anch'egli in collegamento telefonico, c'era Filippo Rossi, oggi candidato sindaco di Viterbo e allora direttore del ''Futurista''.
Tra un caro Potito e un carissimo Filippo e l'altro, intervallati da qualche espressione di tal avvocato Barelli, si formò un triangolo che picchiò duro contro Claudio Taglia, da poco assurto alla segreteria provinciale del Fli. I tre, Potito, Filippo e Giacomo, ne dissero di tutti i colori. Sostennero che Taglia fosse inadeguato, inaffidabile, inconsistente. Quindi, doveva essere sostituito.
Perché cotante invettive contro il segretario del Fli? Semplice: Potito, Filippo e Giacomo, quest'ultimo nella veste di comprimario, avevano stretto un patto d'acciaio, tipico della cultura da cui provengono, per farlo fuori e prendere il suo posto.
La registrazione dell'allegra chiacchierata del trio Potito, Filippo e Giacomo, fino a qualche tempo fa era su Youtube e Salatto l'aveva pubblicata anche sul suo sito. Adesso è ''misteriosamente'' scomparsa, classificata come ''privata'' e non più visibile. Chissà perché?
Ora, Rossi si straccia le vesti perché Salatto, dopo averlo scaricato, ha partecipato ad un incontro a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Leonardo Michelini, definendo scandaloso l'episodio. Verrebbe da dire: ma da che pulpito arriva la predica. Ma non ha fatto alcun cenno al periodo in cui lui e Potito erano un po' il culo e camicia del Fli.
Salatto, con quella faccia un po'così e quell’espressione un po' così, intervistato oggi dagli ''Sbottonati'' di Radio Verde gli ha risposto per le rime: ''Altro che futurista, Rossi è un trasformista. Amico di tutti. Ci siamo sentiti non tanto tempo fa. E poi rosica perché alla cena dove ero presente io c'erano 200 persone, contemporaneamente con lui in piazza erano in 12’''.
La querelle tra Filippo e Potito ricorda molto da vicino la perenne lite tra due pastori dei Cimini, i quali, ritenendo di subire torti l'uno dall'altro, si recavano continuamente nella caserma dei carabinieri per denunciarsi reciprocamente. Il saggio maresciallo, dopo quattro o cinque volte, si stufò e li accompagnò alla porta. ''Queste sono faccende tra voi pecorari risolvetele da soli'' disse loro sbattendoli fuori.