ANNO 27 n° 272
Fioroni non è la velina di Egidi
di Arsenico Lupin
05/02/2013 - 04:00

di Arsenico Lupin

VITERBO – Settima stressante, quella passata, con l’arrivo in città, nell’ordine, di Monti, D’Alema, Zingaretti e Alfano. Non è stato facile per Arsenico, dal 1° gennaio ufficialmente fuorilegge, passare inosservato tra le fitte maglie delle forze dell’ordine. Fuorilegge sì, ma ‘’votare informati’’ è un dovere civico che ha prevalso anche nel capostipite dei Lupin.

FIORONI NON VUOLE FARE LA VELINA

E’ toccato ad Andrea Egidi prendere per primo la parola nell’incontro che il Pd aveva organizzato con D’Alema a Villa Sofia. Il segretario provinciale avrebbe voluto iniziare avendo accanto anche Sposetti e Fioroni, forse anche perché quest’ultimo avrebbe poi preso la parola prima del Leader Massimo. Ma all’invito rivoltogli da Egidi il Beppe nazional-viterbese, che aveva preso posto in prima fila, rispondeva stizzito: ‘’Neanche se ne parla, comincia pure, io salgo quando tocca a me. Ci mancherebbe pure che vengo a fare la tua velina!’’. Il buon Andrea ha incassato con un sorriso e ha iniziato il suo intervento. Ma Fioroni pensa davvero che qualcuno lo scambierebbe per una velina?

PD DEMOCRISTIANIZZATO

Lo ammetto, ha fatto un certo effetto sentire prima Zingaretti e poi Panunzi citare due democristiani doc come esempio di buon governo e di spirito costruttivo per motivare i cittadini e ricostruire il Paese. Per il candidato presidente alla Regione Lazio si dovrebbe tornare allo spirito della Riforma agraria o del Piano casa di Fanfani per far sentire le persone coinvolte ad un grande progetto di rinascita. Allo stesso modo Panunzi, candidato consigliere, per richiamare la platea alla sobrietà della politica e dei comportamenti, cita De Gasperi. Si narra infatti che al termine del secondo dopoguerra, il presidente del consiglio Alcide De Gasperi intraprese un viaggio negli Stati Uniti al fine di riaccreditare il Paese e chiedere aiuti economici e che, per l’occasione, indossasse un cappotto rivoltato, come si usava allora contro gli sprechi. Stai a vedere che dopo averla demonizzata e combattuta per quarant’anni, a sinistra hanno iniziato il processo di canonizzazione della Dc!

SANTA ROSA IL 2 SETTEMBRE PER DECRETO

Anche i Professori sbagliano. La riprova l’ha data Mario Monti che nel suo intervento al Cinema Genio ha citato la Macchina di Santa Rosa collocando il trasporto nella data del 2 settembre. Appena qualcuno dalla platea gli ha fatto notare l’errore, il Professore non si è perso d’animo e, invece che ammettere il lapsus o il piccolo cortocircuito di memoria, ha insistito: ‘’In effetti ci sono due correnti di pensiero: alcuni dicono il 2, altri il 3 settembre’’. Ovviamente non è vero. Anche Papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita nella Città dei Papi, confuse santa Rosa con santa Rita, ma poi si riprese subito e tutti, lui per primo, la presero simpaticamente a ridere. Monti no. Per lui forse errare non è neanche umano. E allora aspettiamoci che la Macchina di santa Rosa d’ora in poi passi il 2 settembre, magari per decreto. O tempora o mores!

DAJE ANGELI’ – I FORZATI DEL GIOVANILISMO

Gruppo di ragazzi in un interno. L’interno era la sala congressi del Pianeta Benessere, i ragazzi quelli del Pdl che aspettavo il segretario nazionale Angelino Alfano con magliette colorate, chi gialle e chi blu, su cui era scritto ‘’Pdl 100%’’, oppure ‘’Daje Angelì’’. Al suo arrivo si sono seduti in terra davanti al tavolo del palco ed è parso davvero un bel quadretto, molto giovanile, familiare, casa e chiesa, fresco appena sfornato dal mulino bianco. Carini. Perfino Fabrizio Cicchitto, che pur qualche primavera ce l’ha, è sembrato contagiato da quel tanto di ‘’ribellione’’ e ‘’irriverenza’’ tipica dei giovani pidiellini e sembra che qualcuno lo abbia sentito addirittura canticchiare ‘’mettete Fioroni nei vostri cannoni’’. Ok, va tutto bene, ma quel ‘’daje’’ di zemaniana memoria! Contenti voi…

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